I 70 anni de L'Espresso
24 novembre, 2025Nel 2023 Elena Cecchettin è nominata “persona dell’anno” da L’Espresso, per la sua lotta alla cultura del patriarcato dopo il femminicidio della sorella Giulia
I ritratti di Ilaria Magliocchetti Lombi immortalano il volto serio, quasi solenne, di Elena Cecchettin sulla copertina de L’Espresso del 22 dicembre 2023, in cui è definita “Persona dell’anno”. Attraverso il coraggio delle sue parole, nonostante il dolore per il femminicidio della sorella minore Giulia, Elena Cecchettin è diventata infatti un simbolo di lotta e resistenza alla cultura patriarcale. La decisione coraggiosa della giovane donna è stata quella di non vivere il lutto per Giulia solo come una questione privata, scegliendo invece di parlare in pubblico contro le azioni, piccole e grandi, di cui molte donne sono vittime e di cui il femminicidio è solo l’estremo più violento. Come una moderna Antigone, Elena è «dissidente in un mondo di uomini», scrive Susanna Turco nell’articolo di apertura. Il suo atto di sfida e di resistenza, ancor prima che un monito per tutte e per tutti, è l’ultimo atto d’amore di una sorella che non riesce a stare in silenzio di fronte all’ingiustizia di una morte che non è eccezione ma regola. Perché Giulia Cecchettin è vittima tanto di Filippo Turetta quanto di un «sistema patriarcale e di una cultura dello stupro» in cui gli uomini crescono e vengono educati. Non esistono cioè i mostri e i folli che compiono dal nulla gesti incomprensibili e imperdonabili. Di fronte a un delitto che ha sconvolto l’Italia intera, le parole di Elena Cecchettin sono riuscite ad attraversare diversi strati di società, raggiungendo anche chi aveva e ha meno familiarità con il lessico e i temi del femminismo contemporaneo. Nella ferita aperta dal brutale femminicidio di Giulia Cecchettin, è scaturita cioè una presa di coscienza più forte e più intensa che almeno nei mesi immediatamente successivi alla sua morte, sembrava aver smosso un cambiamento profondo in Italia.
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