Imprese
26 febbraio, 2026Il Paese punta ad affiancare alla tradizionale attività estrattiva un modello di sviluppo più articolato, capace di generare valore aggiunto attraverso innovazione, tecnologia e trasformazione industriale. Il ministro Shakkaliyev: "Le politiche di diversificazione stanno funzionando"
Il Kazakistan, grazie alla sua posizione strategica di cerniera naturale tra Asia ed Europa, sta progressivamente ridefinendo il proprio ruolo nello scenario economico internazionale. Ricco di materie prime e forte di una popolazione giovane, con un’età media compresa tra i 30 e i 35 anni, il paese compare sempre più spesso nei principali rating globali come dinamica economia emergente.
Al centro dell’agenda governativa c’è un obiettivo chiaro: affiancare alla tradizionale attività estrattiva un modello di sviluppo più articolato, capace di generare valore aggiunto attraverso innovazione, tecnologia e trasformazione industriale. Come sottolinea il ministro del Commercio e dell’Integrazione, Arman Shakkaliyev, la priorità è rafforzare la presenza internazionale del mercato kazako, promuovendo l’export di prodotti finiti e non soltanto di risorse naturali grezze.
I dati mostrano i primi risultati di questa strategia. Nel 2024 il volume complessivo degli scambi ha raggiunto i 141,4 miliardi di dollari; di questi, il 10,7% non è legato alla vendita di materie prime. Una quota ancora contenuta, ma significativa per un’economia storicamente trainata dal sottosuolo. «Questo dimostra che le politiche di diversificazione stanno funzionando», afferma il ministro.
Parallelamente, il governo punta al rafforzamento del mercato interno, sostenendo lo sviluppo delle piccole e medie imprese e semplificando le procedure commerciali attraverso la digitalizzazione. Per l’agenda del Kazakistan, la modernizzazione delle infrastrutture verso la digitalizzazione rappresenta infatti un passaggio decisivo. I progressi sono tangibili, ma non mancano le criticità. Circa il 60% dei servizi legati al commercio necessita ancora di integrazione transfrontaliera e oltre la metà dei servizi elettronici non è pienamente incorporata nel sistema nazionale. Rafforzare la capacità istituzionale, migliorare il coordinamento e garantire la compatibilità delle piattaforme tecnologiche sono i prossimi passi indicati dal dicastero.
La dimensione infrastrutturale si intreccia con la vocazione logistica del Paese. Nell’ambito della propria agenda di integrazione regionale, Astana sta investendo nello sviluppo di corridoi di trasporto e reti multimodali. L’80% delle merci cinesi che raggiungono l’Europa via terra attraversa il territorio kazako, un dato che evidenzia il potenziale del Paese come hub internazionale di commercio lungo la nuova Via della Seta. Per consolidare questo ruolo, il governo sta accelerando la modernizzazione delle infrastrutture fisiche e digitali, con l’obiettivo di costruire un sistema logistico efficiente capace di attrarre investimenti e favorire anche i produttori nazionali.
La visione del ministro Shakkaliyev si sintetizza nell’idea di una “nuova Via della Seta digitale”. Il progetto prevede l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi che regolano il commercio interno ed estero, oltre alla realizzazione di due supercomputer ad Astana, destinati a potenziare le capacità di calcolo e analisi del Paese.
La trasformazione digitale, tuttavia, non riguarda soltanto le infrastrutture o le grandi strategie commerciali, ma è volta a incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Da alcuni anni, nei pubblici esercizi è possibile effettuare pagamenti semplicemente avvicinando il palmo della mano ai terminali Kaspi, la super-app fintech locale, nonché una delle aziende tecnologiche più importanti dell’Asia Centrale. Nessuna carta, nessuno smartphone, l’identificazione biometrica consente transazioni rapide e sicure. Il ministro ricorda come queste procedure di digitalizzazione hanno dei benefici anche sulla sfera burocratica e amministrativa privata, consentendo l’accesso in formato digitale a documenti personali, consultabili tramite QR Code.
Innovazione tecnologica, integrazione logistica e apertura agli investimenti stranieri, anche nei settori della trasformazione industriale e dell’energia verde, delineano così un modello di sviluppo che mira a superare la dipendenza dalle materie prime. Forte della sua collocazione geografica e della spinta alla modernizzazione, il Kazakistan ambisce a consolidarsi come ponte economico tra continenti e come protagonista della nuova architettura commerciale euroasiatica.
In un contesto di sempre maggiore apertura internazionale, l’Italia riveste un ruolo di primo piano nel commercio con il Kazakistan, come dimostrano gli incontri tra il presidente Kassym-Jomart Tokayev e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel corso degli ultimi anni, hanno consolidato una partnership sempre più strutturata. In questa cornice si inserisce l’inaugurazione, il 20 febbraio 2026 ad Almaty, della Kazakh-Italian Trade House, KITH, iniziativa promossa a livello governativo con il supporto operativo di ACIK, Associazione per il Commercio Italo-Kazako. La piattaforma nasce come finestra stabile per il trade internazionale tra i due Paesi e può contare su una rete già attiva di uffici a Milano e ad Almaty. All’inaugurazione erano presenti il Ministro degli Esteri del Kazakistan, il Vicesindaco di Almaty Olzhas Mukhtarovich Smagulov e l’ambasciatore d’Italia in Kazakistan e Kyrgystan Antonello de Riu. Hanno partecipato online il Senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, il Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati Marco Osnato, il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli e l’ambasciatore del Kazakistan in Italia Yerbolat Sembayev a conferma della rilevanza istituzionale e strategica attribuita all’iniziativa da entrambe le parti.
Articolo realizzato con il contributo dell'Associazione per il Commercio Italo-Kazako
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