Pubblicità

Football Leaks, Fabio Capello si fa pagare per la beneficenza

L'allenatore italiano ha negoziato un compenso da 75 mila euro per partecipare al tour di partite per raccogliere fondi per la onlus di Leo Messi. Ecco cosa emerge dai documenti sull'inchiesta del calcio

Il grande show vantava un cast di campioni e campionissimi: Leo Messi e Neymar, l’argentino Ezequiel Lavezzi e il brasiliano Dani Alves. Poi i francesi Abidal e Malouda e con loro molti altri fuoriclasse. Siamo nel luglio del 2013 e sotto le insegne del "Leo Messi & friends tour", una carovana di campioni parte per un viaggio nel nome del buon cuore. Gli incassi di tre partite, a Lima, Los Angeles e Chicago, finanzieranno una fondazione patrocinata da Leo Messi, spiegano gli organizzatori.

Nello spettacolo c’è una parte anche per Fabio Capello. L’allenatore italiano, uno dei più vincenti della storia del calcio, viene ingaggiato come coach della selezione internazionale che sfiderà gli amici di Messi. Ma nel mondo del pallone non si fa niente per niente. Tutto è in vendita, anche la beneficenza.

timbro-espresso-ok-jpg
Il documenti ottenuti da Der Spiegel ed elaborati dall’Espresso insieme al Consorzio europeo di giornalismo investigativo (Eic) rivelano che Capello ha negoziato un compenso di 75 mila dollari per la sua partecipazione al tour. Nel contratto si garantiva all’ex allenatore di Milan, Real Madrid e Roma anche la sistemazione in hotel cinque stelle e voli in business class. Insomma, un ingaggio principesco per uno show di beneficenza, o almeno presentato al pubblico come tale.

C’è dell’altro, però. I file esaminati dall’Espresso raccontano una lunga trafila di affari che si snoda da una parte all’altra dell’Oceano Atlantico. Si scopre per esempio che a formulare l’offerta a Capello, a quel tempo commissario tecnico della nazionale russa, è la società Players Image di Montevideo, in Uruguay. Players Image versa una somma identica, cioè 75 mila dollari al gruppo Doyen, colosso mondiale del business sportivo, dalla gestione dei diritti d’immagine degli atleti fino all’organizzazione di eventi. Nelle carte di Football Leaks, infatti, c’è anche una fattura per 75 mila dollari di Doyen Marketing con sede a Malta per Players Image. Il documento porta la data del 25 giugno 2013. Le partite dei Messi & friends erano in programma il 2 luglio a Lima, il 4 a Los Angeles e infine il 6 luglio a Chicago.

Speciale
Football Leaks, tutti i nomi e i campioni dell'inchiesta su calcio e paradisi fiscali
30/11/2016
Meno di tre mesi dopo, la società maltese emette un’altra fattura, questa volta indirizzata a Capello, per 10 mila dollari. Quindi Doyen avrebbe ricevuto denaro dall’allenatore. A che titolo? «Commissione dovuta per Lionel Messi matches», si legge nella causale. «Fabio Capello non ha mai pagato commissioni a Doyen o a qualunque altra società», replica, per conto del padre, Pierfilippo Capello, avvocato in un grande studio legale. Doyen però, come dimostra il documento di cui l’Espresso possiede una copia, ha emesso una fattura per 10 mila dollari a nome dell’allenatore.

Vale la pena segnalare che Malta così come l’Uruguay offrono alle società un trattamento fiscale privilegiato. Seguendo la pista delle fatture si può ipotizzare che Doyen Marketing abbia fatto da intermediario tra Players Image e Capello, il quale avrebbe pagato per il servizio la società maltese.

L'inchiesta
Football Leaks, come nasce l'inchiesta su calcio e fondi offshore
2/12/2016
Una parte del denaro ha preso un’altra strada. Nella sterminata banca dati di Football Leaks compare infatti anche la prova di un pagamento di Doyen Marketing alla JAJ communication, una piccola società inglese di pubbliche relazioni. «Commissione per la partecipazione di Fabio Capello ai Messi & friends games nel 2013», si legge nella causale. La londinese JAJ avrebbe quindi ricevuto questo compenso per una prestazione legata all’ingaggio dell’allenatore italiano. La fattura è datata 22 ottobre 2013, mentre l’ordine di pagamento bancario viene registrato quasi un anno dopo: il 26 settembre 2014, quando le partite dei Messi & friends sono ormai un lontano ricordo.

Partite tutt’altro che memorabili, peraltro. Il match di Los Angeles venne addirittura annullato con un preavviso di sole 24 ore. Motivo: Messi annunciò di non essere più intenzionato a giocare. A Chicago invece buona parte della squadra del Resto del mondo venne allestita in gran fretta con giocatori americani semisconosciuti. Morale della storia: poco show, ma molto business. E fatture da migliaia di dollari che viaggiano da un paradiso fiscale all’altro.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità