Innovazione
7 gennaio, 2026Per l’accesso ai servizi digitali, per avere una propria identità certificata, ai cittadini italiani è stata richiesta l’attivazione dello Spid. Lanciato ufficialmente nel 2016, dopo dieci anni il servizio diventa a pagamento. Vediamo come e per chi
Questo servizio sarà gratuito per sempre. Lo avevamo immaginato così lo Spid, che da dieci anni ha definito l’identità digitale di ogni cittadino italiano. Ma a partire dal 1° gennaio 2026 le cose sono cambiate per gli utenti dello Spid erogato da Poste Italiane: a partire dal 2027 il servizio avrà un costo di sei euro all’anno, il prezzo che dovrà pagare chi intende mantenere attiva la propria identità digitale con le modalità conosciute fino ad oggi.
In Italia ci sono 12 provider certificati che possono offrire il servizio dello Spid. Poste però ha sempre vantato una "posizione dominante", con circa il 70% delle identità digitali, a conti fatti circa 30 milioni di credenziali attivate. E l’annuncio di questo nuovo “modello di sostenibilità economica” del servizio mette Poste sullo stesso livello degli altri operatori privati che, già da tempo, erogavano il servizio a pagamento. Andrebbe tutto bene, se non fosse che per molti cittadini lo Spid ha rappresentato il veicolo di accesso alla vita digitale personale, e della collettività.
Per molti ma non per tutti
Si preparino quindi a pagare i sei euro annui tutti i titolari del servizio. Quanti lo attiveranno nel 2026 avranno diritto a 12 mesi di gratuità, mentre chi già ne usufruisce può scegliere, eventualmente, di cambiare provider o restare con Poste che garantisce un anno di gratuità. Per quanti temano di non ricordare “l’appuntamento”, Poste Italiane ha già annunciato che invierà una comunicazione tempestiva ai suoi abbonati, prima dell’attivazione dell’erogazione a pagamento.
Il servizio resterà comunque gratuito per alcune fasce di popolazione, a partire dai minorenni, comprendendo gli anziani over 75, i residenti all’estero e gli utenti che utilizzano lo Spid per finalità professionali. Una scelta per alcuni versi controversa: se è vero che attenua l’impatto economico su fasce di popolazione specifiche, resta il fatto che i cittadini dovranno ora sostenere una spesa annuale per un servizio che era stato concepito, e percepito, come gratuito. Il punto non è quindi tanto, o solo, sull’aspetto economico, ma sul senso stesso dell’identità digitale intesa come elemento di cittadinanza e di inclusione.
Il consiglio di Assoutenti
L’Associazione che tutela i diritti dei consumatori è intervenuta attivamente nel dibattito, segnalando una valida alternativa al servizio di Poste. Si tratta della Carta di Identità Elettronica (CIE), servizio gratuito e già esistente che può essere utilizzato come strumento pubblico di identità digitale.
Carta d'identità elettronica
La CIE è da sempre, a onor del vero, fra gli strumenti utili per l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Nata come documento di riconoscimento è anche stata concepita come mezzo di accesso alla dimensione digitale: garantisce sicurezza e protezione dei dati personali, in un perimetro istituzionale chiaro e controllato e gestito interamente dallo Stato.
Ecosistema digitale
È anche in atto una collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il dipartimento per la Transizione digitale, al fine della costruzione di un ecosistema digitale integrato ed efficiente, che potrà elevare la CIE a strumento non solo di riconoscimento, ma di abilitazione ai servizi pubblici e privati.
La Carta d’Identità Elettronica può costituire il perno di un sistema di servizi digitali accessibili, sicuri e inclusivi per tutti i cittadini.
L’identità digitale degli italiani – indispensabile per l’accesso ai servizi dello Stato ma anche per la vita economica e sociale del Paese e per la tutela dei diritti individuali – dà il via ad una più vasta analisi su come vada effettivamente strutturata la transizione digitale, che non può prescindere da un equilibrio che valorizzi la sostenibilità economica dei servizi, accanto al diritto all’equità per ogni cittadino.
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