Mobilità
13 gennaio, 2026Articoli correlati
La capitale inglese è la prima a fare marcia indietro: anche i veicoli a batteria pagheranno per entrare nella ztl. Il capoluogo lombardo potrebbe seguirla e valuta nuove soluzioni, così come Roma
Giro di vite per la mobilità elettrica. Finita l’era pionieristica le amministrazioni di molte città, in Europa e in Italia, cominciano ad interrogarsi su come “trattare” questo tipo di mobilità. Circolazione autorizzata e gratuita nel centro storico oppure introdurre anche per l’auto elettrica le prime limitazioni?
Lo storico cambio di marcia
Ad aprire la strada ci ha già pensato Londra. La capitale del Regno Unito, guidata dal laburista Sadiq Khan, primo sindaco musulmano di una capitale occidentale, ha fatto una prima marcia indietro. Un cambio piuttosto sostanziale per una città da 9 milioni di residenti (14 calcolando anche l’area metropolitana), visto che ora le automobili a batteria devono pagare per entrare nella zona a traffico limitato. Quindi, addio alla storica esenzione per introdurre un sistema di tariffe articolato: i veicoli standard pagano 18 sterline al giorno (circa 20 euro), quelli elettrici, registrati al servizio di abbonamento Auto Pay, 13.5 sterline e 9 furgoni e mezzi pesanti a zero emissioni.
Le ragioni ambientali e quelle economiche
Finisce così l’immunità tariffaria riservata alle auto green. Il motivo? Innanzitutto, la crescita delle vetture elettriche con il conseguente aumento del traffico che rischiava di vanificare i benefici ambientali. Ecco allora la revisione che introduce una logica di sconti graduali e tariffe agevolate che arrivano al 90 per cento per i residenti che pagheranno soltanto 1,80 sterline. Le uniche auto elettriche a beneficiare dell’esenzione totale saranno quelle in sharing.
Avrà un seguito in altre città europee la decisione presa a Londra? Probabilmente sì. Guardando dalle nostre parti, potrebbe essere Milano ad adottare i primi provvedimenti. Nel capoluogo lombardo circolano, infatti, oltre 700 mila auto di proprietà dei residenti (fonte Aci) e 650 mila veicoli ogni giorno attraversano i confini della città arrivando complessivamente ad occupare circa il 70% della superficie stradale disponibile. Così la maggioranza comunale ha già commissionato un'analisi della situazione della mobilità cittadina per arrivare a una proposta di modifica dell’attuale regolamento. L’idea sarebbe quella di anticipare l’attivazione delle telecamere in Area B e aumentare il ticket di Area C ad almeno 10 euro, estendendolo anche a elettriche e ibride, introdurre un pedaggio per Area B, con esenzioni solo per chi viaggia in car-pooling (almeno 3 persone a bordo). E soprattutto eliminare la sosta gratuita per i veicoli a basse emissioni (auto ibride).
Il caso Roma Capitale
Soluzione, quest’ultima, che è allo studio anche dall’amministrazione di Roma, dove le ibride (insieme alle elettriche) sono esentate dal pagamento del parcheggio sulle strisce blu. Entro la fine di gennaio, infatti, arriverà in giunta una delibera per aumentare i posti a pagamento sulle strisce blu (da 70 mila a 100 mila). Nello stesso tempo molti posti gratuiti (contrassegnati dalle strisce bianche) diventeranno a pagamento. Il motivo è soprattutto economico: nel 2024 gli incassi delle strisce blu sono stati di 32 milioni mentre con il nuovo sistema potrebbe arrivare a 45 milioni.
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