Mobilità
7 gennaio, 2026Il Salone di Bruxelles (9-18 gennaio), a lungo non memorabile perché surclassato da quello più internazionale di Ginevra poi cancellato, è diventato il primo evento automobilistico dell’anno
Chi l’avrebbe mai detto? Il Salone di Bruxelles (9-18 gennaio), a lungo non memorabile perché surclassato da quello più internazionale di Ginevra poi cancellato, è diventato il primo evento automobilistico dell’anno. Il primato apparteneva storicamente a Detroit (quest’anno dal 14 al 25 gennaio), escludendo il Ces di Las Vegas dedicato al tech (dal 6 al 9 gennaio), anche se qui l’auto è da tempo ospite fisso, grazie all’importanza crescente del software e agli investimenti sulla guida autonoma
Presenti 67 costruttori
A Bruxelles sono presenti 67 costruttori di automobili e van e 28 marchi di moto, rappresentati sia dalla casa madre che da filiali nazionali o concessionari locali. Da notare che, a livello di mercato dell’Unione europea, nel Belgio ospitante le vendite di auto elettriche nei primi 11 mesi dell’anno sono aumentate del 10,2% (dati Acea), la crescita più alta dopo la Germania (+41%), seguito da Francia (+9%) e Olanda (+8,8%). Ma, sia per le elettriche che per l’intera industria della mobilità, in Europa non sono tempi brillanti, nel pieno di una transizione complicata verso le emissioni zero e di una trasformazione tecnologica, due voci che richiedono massicci investimenti e attenzione.
Sugli stand 62 modelli Stellantis
Facendo l’appello come a scuola, al Salone si distingue per presenza quasi al completo il gruppo Stellantis, che esce da un anno complicato in cui ha cambiato amministratore delegato e ha perso – solo sui mercati Ue+UK+Efta – il 4,5% nei primi 11 mesi del 2025. A Bruxelles sarà la prima uscita pubblica di Emanuele Cappellano, il nuovo boss di Stellantis in Europa. Sugli stand, 62 modelli di 11 dei 15 marchi automobilistici del gruppo (Leapmotor compreso, in più ci sono i commerciali di Stellantis One), con due anteprime – Opel Astra e Peugeot 408, versioni rinnovate e non nuove generazioni - e due concept, Citroën Elo e Opel Opel Corsa Gse Vision Gran Turismo. Fa meglio il quindicesimo marchio cinese, Leapmotor, con l’anteprima di un inedito Suv compatto elettrico, B03X, incuriosisce Fiat Qubo L, probabile monovolume per passeggeri fino a sette posti derivata della Doblò Maxi commerciale, stuzzica il reveal di un’Alfa Romeo, probabile serie speciale di un modello esistente.
Tutti i marchi cinesi in mostra
Proseguendo nell’appello, senza sbagliare i nomi dei gruppi Renault e Volkswagen presenti, bisognerà abituarsi a pronunciare bene quelli dei costruttori cinesi, che in Europa non fanno mai un giorno di assenza per l’obbligo di esportare il più possibile e tenendo conto del mercato nordamericano a loro chiuso. Fra questi, spiccano i big (per numeri decrescenti) MG, Byd e Omoda e Jaecoo del gruppo Chery, si distingue Xpeng portando la berlina elettrica ammiraglia super tech P7+, in vendita da quest’anno anche in Europa. A tallonare tutti da vicino, i soliti giapponesi e coreani, a partire dai big di Toyota e Hyundai.
Il Salone di Bruxelles accoglie infine l’annuncio dell’Auto dell’Anno, evento che si teneva a Ginevra, con le 7 finaliste sugli stand tra le quali ci sarà la vincitrice, cioè la più votata da parte di una giuria giornalistica europea.
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