Mondo
8 gennaio, 2026Dopo la Dichiarazione di Parigi e le promesse franco-britanniche sull'invio di truppe, la portavoce del ministero degli Esteri russo avverte: "I piani della coalizione stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro dell'Europa"
Il Cremlino mette nel mirino le forze europee che saranno schierate a difesa dell'Ucraina. A pochi giorni dall’accordo dei Volenterosi sulla creazione di hub militari britannici e francesi nei territori di guerra, Mosca avverte: “Tutte queste strutture saranno considerate obiettivi di combattimento legittimi delle Forze armate russe”. Lo ha detto Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri. "Questi avvisi sono stati ripetutamente emessi ai massimi livelli e rimangono validi. I piani dei suoi partecipanti stanno diventando sempre più pericolosi e distruttivi per il futuro del continente europeo e dei suoi abitanti".
Il vertice dei 36 Paesi a supporto di Kiev, tenutosi martedì - 6 gennaio - a Parigi, ha portato Keir Starmer ed Emmanuel Macron a farsi avanti per un dispiegamento di forze multinazionali in Ucraina. Posizioni più nette rispetto al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che si è detto pronto a mandare soldati solo “nei Paesi vicini, non in Ucraina”. Italia e Polonia, invece, pur rinnovando la propria disponibilità al monitoraggio e al mantenimento di un’eventuale tregua, hanno deciso di sfilarsi dal diretto invio di truppe.
L'asse della guerra
La dichiarazione che ne è venuta fuori, seppur con posizioni frammentate dal punto di vista militare, è stata accolta con favore dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Sono passi sostanziali, non solo a parole. Vogliamo essere pronti affinché, quando la diplomazia raggiungerà la pace, potremo schierare le forze della coalizione dei Volenterosi”.
Gli avvertimenti russi sarebbero quindi diretti soprattutto al disegno franco-britannico, nonostante Mosca abbia messo sotto tiro tutta la coalizione dei Volenterosi. Che, insieme a Kiev, forma per il ministero degli Esteri russo “un asse della guerra”.
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