Mobilità
19 febbraio, 2026Articoli correlati
Il ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione cinese ha deciso di rendere obbligatori i cosiddetti “comandi fisici” per alcune funzioni essenziali
Anche l’auto si guarda indietro. La rivoluzionaria tecnologia che l’ha resa più sicura e affidabile sembra accusare qualche crepa. I primi segnali arrivano dalla Cina, sì proprio da chi ha contribuito a portare innovazione e sistemi elettronici a bordo al livello più estremo e ora prova a riscrivere le regole della sicurezza. L’ultimo cambio di rotta mette nel mirino la strumentazione. Niente più super cruscotti digitali e touch ma ritorno ai comandi manuali, tasti e pulsanti che nel giro di pochi anni erano stati cancellati (con disonore).
L'obbligo dei "comandi fisici"
E non si tratta di un consiglio. Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (Miit) ha deciso, infatti, di rendere obbligatori i cosiddetti “comandi fisici” per alcune funzioni essenziali, come indicatori di direzione, tergicristalli e attivazione dei sistemi di assistenza alla guida. Secondo l’amministrazione cinese le funzioni fondamentali di un’automobile devono poter essere attivate senza eccessivo ricorso alla vista, riducendo le distrazioni legate all’interazione con i display touch.
Si tratta di un vero e proprio processo di revisione a cui hanno partecipato grandi gruppi come Geely, Byd, Great Wall Motor e Faw-Volkswagen. Un segnale, dunque, che il settore automotive sta prendendo atto della necessità di riequilibrare innovazione digitale e sicurezza funzionale.
Il problema dei soccorsi in caso di incidente
Stessa sorte “revisionista” è toccata recentemente alle maniglie a scomparsa, anche queste bandite dalle auto cinesi a partire dal prossimo anno con apposita disposizione del governo che obbliga le case automobilistiche a produrre auto e veicoli commerciali leggeri dotati di leve di apertura meccaniche visibili. L’obiettivo è sempre quello della sicurezza. In questo caso, rendendo più rapido ed efficace l’intervento dei soccorsi in caso di incidente come incendio o perdita di potenza elettrica, situazioni in cui è risultato difficile proprio aprire le portiere: in alcuni casi la tecnologia, invece di aiutare, ha complicato l’uscita dal veicolo.
L’airbag può diventare un pericolo
Infine, tra le nuove tecnologie bocciate dai cinesi c’è anche il volante a cloche. Per capirci, quello tagliato a metà, al momento destinato solo ad auto sportive. In questo caso si tratta di una proposta del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology che riguarda “Disposizioni per la protezione dei conducenti dalle lesioni causate dal meccanismo di sterzo dei veicoli a motore”. Questi volanti farebbero aumentare i rischi di lesioni fisiche per i guidatori in caso di impatto frontale con l’airbag che potrebbe posizionarsi in posizione anomala mettendo a rischio il guidatore. Almeno così pensano in Cina.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Senza Eco - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 febbraio, è disponibile in edicola e in app



