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19 febbraio, 2026Il "casus belli" è una lettera di risposta alla Ong israeliana Zulat. Il ministro della giustizia Yariv Levin affonda sul sostegno delle potenze stranieri "estremamente ostili" alle organizzazioni non governative
Botta e risposta tra Israele e Unione europea. Il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin ieri ha accusato Bruxelles di "operare per rovesciare dal potere il governo eletto". Lo riporta il quotidiano israeliano Ynet, che spiega come Levin abbia scritto queste parole in una lettera rivolta all'Istituto di ricerca israeliano per l’uguaglianza e i diritti umani Zulat. L’occasione è la risposta a un ricorso che era stato presentato dalla Ong: una vicenda che riaccende la tensione tra il governo israeliano e le organizzazioni della società civile. Il ministro israeliano afferma così che "l'Ue finanzia manifestazioni contro il governo eletto in Israele, e ciò durante una guerra", collegando la questione del sostegno europeo alle Ong a un contesto politico e militare particolarmente delicato.
Un finanziamento indiretto tramite lo strumento delle Ong. Levin inoltre accusa Zulat di essere "finanziata da potenze straniere estremamente ostili a Israele. L'ostilità ha raggiunto l'apice durante la guerra attraverso l'imposizione di un embargo sulle armi contro Israele". Nella sua ricostruzione, il sostegno economico proveniente dall’estero, anche quando incanalato attraverso organizzazioni della società civile, avrebbe un impatto diretto sulla politica interna, influenzando proteste e mobilitazioni contro l’esecutivo. Le parole del ministro si inseriscono in una dinamica di affronto all'operato delle Ong ormai consolidato. A inizio gennaio, il governo aveva di fatto revocato l'autorizzazione a operare a una lunga lista di organizzazioni.
"Queste accuse sono false e offensive. L'Ue non ha mai lavorato né lavorerà per rovesciare un governo democraticamente eletto. Detto questo, voglio sottolineare che siamo orgogliosi del nostro sostegno alle Ong che lavorano nella regione, per promuovere e sostenere i nostri valori". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, rispondendo a una domanda sulle accuse mosse dal ministro israeliano Yariv Levin all'Ue. La replica di Bruxelles ribadisce dunque la legittimità del sostegno europeo alle organizzazioni attive nel campo dei diritti umani e della promozione dei valori democratici, respingendo l’idea di un’ingerenza a scopo politico.
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