Mobilità
25 febbraio, 2026Dopo i modelli da film, oggi c’è un’altra Lotus, passata dalla proprietà della Gm ad una breve parentesi della malese Proton fino alla Geely, il colosso cinese che nel 2017 l’ha acquistata, rilanciandola sui mercati di mezzo mondo
Il silenzio non è mai stato un compagno per la Lotus. Una storia di potenza, velocità, prestazioni e fascino, corse comprese. Ma anche una storia di innovazione, spinta sempre al limite. Proprio come voleva il suo geniale fondatore, il mitico Colin Chapman. Proprio per questo è stata protagonista anche in tanti film di successo. Uno fra tutti, La spia che mi amava (1977) con Roger Moore nei panni di James Bond. Chi non ricorda la sua Lotus Esprit, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che si trasforma in un sottomarino, riesce ad abbattere un elicottero nemico, per poi
riemergere dall’acqua e attraversare la spiaggia tra lo stupore dei presenti. Altra storia, altro sogno.
Da James Bond a “Pretty Woman”, protagonista da film
E a proposito di film, ce n’è un altro che ha contribuito a rilanciare le caratteristiche, spesso uniche, della Lotus. Un film che contiene la prova su strada più efficace del mondo. Parliamo di Pretty Woman (1990) e della protagonista Julia Roberts (insieme a Richard Gere) che pronuncia una fatidica frase riferita all’auto che sta guidando, ancora una volta una Lotus Esprit SE: “Curva come se fosse sulle rotaie”. Parole che chiariscono immediatamente come andava quell’automobile. Insomma, il migliore degli spot per la sportiva inglese, la più longeva dei modelli della casa (dal 1976 al 2004).
E pensare che i produttori chiesero anche a Porsche e Ferrari se fossero interessati a fornire una loro vettura, ma dopo aver letto la sceneggiatura i due marchi si distanziarono dal film perché vi era la presenza di una prostituta. Errore di valutazione, almeno dal punto di visto commerciale, visto che l’Esprit, proprio nell’anno del film, registrò il record di vendite.
Il passaggio a Geely e la ripartenza
Oggi c’è ancora un’altra Lotus, passata dalla proprietà della Gm ad una breve parentesi della malese Proton fino alla Geely, il colosso cinese che nel 2017 l’ha acquistata, rilanciandola sui mercati di mezzo mondo. Un passaggio epocale per il marchio sempre più orientato verso modelli a batteria e super prestazionali. Il più clamoroso, soprattutto per un brand come Lotus, è il primo Suv della sua storia che è anche full electric. Non sforzando troppo la fantasia l’hanno chiamato Eletre ma il design è davvero spettacolare, unico nel suo genere, molto esclusivo (listino da 100 mila euro), curato in tutti i dettagli e dotato di una tecnologia assolutamente d’avanguardia.
Le prestazioni e il design del Suv Eletre
Insomma, una vera sorpresa Lotus. Questo Suv slanciato e seducente è lungo 5 metri e 10 centimetri ma si guida con la facilità di una berlina sportiva. Un’auto divertente, fatta per andare forte ma anche per viaggiare grazie a un pacco batterie da 112 kWh con un sistema elettrico a 800 V e potenze fino a 900 Cv (versione R) che permette ricariche super veloci fino a 350 kW (400 km in 20 minuti) e un’autonomia massima di 600 chilometri, sempre che non si prema troppo l’acceleratore. Tutte le versioni hanno la trazione integrale, la versione d’ingresso costa circa 100 mila euro, la S parte da 124 mila mentre la R arriva ad oltre 150 mila.
Dal 2028 il primo modello ibrido plug-in
Il futuro? Come sta accadendo con altri brand sportivi e di lusso, anche Lotus prevede l’addio al 100% elettrico, per fare spazio (dal 2028) ad un modello ibrido plug-in, già annunciato in Cina e che si chiamerà “For Me”. Un motore termico da 275 Cv si aggiungerà ai due elettrici per una potenza complessiva di 950 Cv. Le prestazioni? Da supercar: 0-100 in 3,3 secondi nonostante il peso monstre di 2.625 chili. Sicuramente, il fondatore Colin Chapman non avrebbe approvato, lui che sulla leggerezza delle sue Lotus aveva costruito la sua leggenda, ma i tempi cambiano. Anche se non sempre in meglio…
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