Mobilità
4 febbraio, 2026La maggior parte delle case automobilistiche aveva scelto la marca giapponese per le proprie vetture, ma i primi problemi erano venuti fuori già sedici anni fa. Ora una nuova campagna coinvolge 1,6 milioni di auto
Una storia infinita quella degli airbag Takata difettosi. Iniziata sedici anni fa con il primo incidente che ha coinvolto una ragazza americana colpita da alcuni frammenti dell’airbag, improvvisamente esploso. Sembrava un difetto isolato, ma presto, in seguito ad accurate indagini delle autorità competenti, come la National Highway Traffic Safety Administration americana, si è rivelato un caso colossale, visto che la maggior parte delle case automobilistiche aveva scelto proprio quella marca per i propri airbag.
Il difetto e i rischi
Qual è il difetto e quali sono i rischi? Tutti gli altri sistemi di sicurezza usano il tetrazolo per le bombolette di gonfiaggio degli airbag, mentre Takata per abbattere i costi sceglie il nitrato di ammonio, decisamente più economico ma molto più instabile e con conseguenze decisamente disastrose. In pratica, in particolari condizioni di caldo e umidità e in mancanza di agenti essiccanti, l’airbag può esplodere violentemente e senza motivo. Così, i frammenti metallici che si staccano dalla bomboletta diventano pericolosissimi e in grado di uccidere conducenti e passeggeri delle auto.
Secondo i dati giapponesi, i veicoli coinvolti sono oltre 100 milioni, con enormi danni economici che nel 2017 hanno portato al fallimento la Takata, arrivata ad accumulare oltre 8 miliardi di debiti e al licenziamento di 46 mila dipendenti.
La nuova campagna per 1,6 milioni di veicoli
Naturalmente sono scattate numerose campagne di richiamo da parte di tutti i costruttori, ripetute negli anni anche in seguito alla scoperta di diverse versioni difettose degli airbag. In Italia, Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in sintonia con il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri, ne ha appena rilanciata una nuova, per un milione e 600 mila vetture di una trentina di diverse Case costruttrici che sono ancora equipaggiate con i pericolosissimi airbag prodotti dalla ditta giapponese Takata, tenute a sostituire gratis i sistemi di sicurezza. La campagna di richiamo coinvolge direttamente anche tutti i centri di revisione delle vetture autorizzati in ciascuna provincia italiana.
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