Mobilità
24 marzo, 2026Partecipare a un ecosistema che connetta prodotto e tecnologia con saperi e istituzioni del mercato in cui si opera: è stato il tema dell'incontro di Napoli organizzato da Geely Italia, dal titolo “Le nuove professioni della mobilità: tecnologie smart e sostenibilità per la gestione dei grandi eventi”
Per far acquisire la conoscenza di un nuovo marchio, le strade del marketing sono tante. C’è chi punta dritto sulla vendita del prodotto e poco altro. Poi, c’è chi punta a costruire una connessione più ampia. È il caso di Geely, il secondo costruttore di Cina dietro Byd, sbarcato in Italia l’anno scorso portandosi dietro nel 2026 il marchio premium del gruppo Zeekr. Un colosso, che prova a fare quel che l’industria dell’auto, pilastro di qualsiasi economia sviluppata, dovrebbe avere come orizzonte: partecipare a un ecosistema che connetta prodotto e tecnologia con saperi e istituzioni del mercato in cui si opera. Come dire: privato e pubblico che remino insieme nella direzione più virtuosa.
Le nuove professioni della mobilità
È il tema di un incontro a Napoli organizzato da Geely Italia dal titolo “Le nuove professioni della mobilità: tecnologie smart e sostenibilità per la gestione dei grandi eventi”, strizzando l’occhio all’America’s Cup 2027 in calendario a Bagnoli. Non solo regate, ma investimenti sull’intero tessuto urbano. Con il direttore generale di Geely Italia, Marco Santucci, ha dialogato con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi che, in prima linea come tutti gli amministratori locali, ha sottolineato quanto “la mobilità sostenibile sia uno dei banchi di prova più importanti” e dunque quanto servano scelte coerenti, a partire dall’elettrificazione dei veicoli.
Lo studio con i Politecnici di Milano e Napoli
A connettere gli interessi di un costruttore e quelli della società civile, una ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano con un contributo scientifico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. A fronte di un mercato italiano della tecnologia per mobilità e sicurezza del valore di 3,36 miliardi (2024), si legge nella ricerca, il 75% delle aziende del comparto faticano a trovare profili specializzati in elettrificazione (l’area più critica con il 36%), intelligenza artificiale, guida autonoma e sostenibilità.
L'investimento sulla formazione
Che fare? “La vera sfida oggi – dice Santucci - non è più immaginare la mobilità del futuro, ma costruire le competenze necessarie per renderla concreta. Come Geely, crediamo che sia fondamentale creare un ponte solido tra mondo industriale, università e istituzioni”. L’idea è di investire sulla formazione, insieme al ministero dell’Università e Ricerca, finanziando come primo passo dottorati per attirare nuovi talenti. Che poi è una necessità per l’intero settore della mobilità sostenibile e per l’ambiente, di questi tempi resa ancora più urgente dalla nuova guerra in Iran e dalla conseguente crisi di approvvigionamenti di “vecchia” energia come petrolio e gas.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Perché dico No - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 marzo, è disponibile in edicola e in app



