XB Liebig 34, Friedrichshain, ex Berlino est, cuore della scena alternativa della città. Sotto lo stesso tetto, in un edificio ricoperto dai murales, vivono lesbiche, transessuali e femministe: 35 persone provenienti da ogni parte d'Europa: Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia, Italia, Irlanda, Portogallo, Inghilterra. Ma anche Israele, Ecuador, Australia e Nuova Zelanda.
Questa palazzina di quattro piani è l'unica del genere a Berlino, e forse l'unico esempio di questa grandezza in Europa. Un progetto partito vent'anni fa e sconosciuto in Italia. Oggi è un posto autogestito, ma non illegale. L'affitto costa dai 175 ai 235 euro (luce ed internet inclusi). Il contratto, dopo incessanti lotte con la società immobiliare di G. Padovicz, durerà fino al 2018. Una famiglia di origine ebraica ha gestito lo stabile fino al 1990. A quel punto, con il Muro in frantumi e gran parte delle abitazioni di Berlino est libere per via dell'esodo verso ovest, alcuni ragazzi decisero di occupare.
A parte la provenienza geografica, tutti condividono le stesso obiettivo: vivere in una comunità e sentirsi al riparo dai pregiudizi. Karin è svedese. Sul suo letto ci sono una telecamera e un gatto. È da oramai quattro anni che vive a Liebig. Dice di essere aver scelto di restare perché vuole fare dei progetti con altre persone, e a tornare a casa neanche ci pensa.
Chi arriva si ferma per tre giorni, tre mesi o tre anni. "Sono venuta a Berlino nove mesi fa – racconta Sarah, 19 anni, francese di Lione – perché conoscevo una persona che viveva qui. Abito da sette mesi in questa casa. Anche perché – continua - in Francia non è facile essere gay o lesbiche, anche in ambienti di sinistra, e una houseproject è illegale".
Il plenum, il consiglio che si riunisce ogni martedì, decide le regole della comunità. Un esempio di democrazia reale, tanto cara agli indignati di mezza Europa, e di autogestione. Il denaro per sopravvivere viene racimolato offrendo la volkes küche, la cucina del popolo: piatti preparati a prezzi molto bassi. XB Liebig è anche un centro d'impegno politico. A piano terra c'è l'Infoladen. Sugli scaffali del punto informativo trovano posto i libri di sociologia e le ultime sulle iniziative del gruppo.
Capita di incontrare una comunità femminile anche per caso. Aileen è arrivata con altri ragazzi, amici, che poi sono andati via. Ma anche perché voleva provare a vivere solo con ragazze. "In Germania non ci sono molte situazioni come questa: una a Bochum ed una a Düsseldorlf, lì però vivono nei vagoni. Qui mi sento rispettata come donna, non ho paura di attacchi sessisti. Quello che posso fare a Berlino non posso farlo in altre città". Un po' come sentirsi a casa.