In Somalia, un kamikaze attacca una base militare dell'Unione Africana e fa almeno 30 mortil
Sono quattro sanguinosi attentati di oggi per mano di miliziani e lupi solitari dell'Is. Diversi ma ugualmente violenti: l'offensiva del Ramadan organizzata dai terroristi dello Stato Islamico.
Gli analisti militari e i servizi di sicurezza internazionali la temevano. Avevano previsto infatti una serie di attentati clamorosi durante il mese sacro dell'Islam, ad opera dei miliziani del Califatto che celebrano proprio in questi giorni l'anniversario dell'esistenza del loro "Stato" sovranazionale, il Daesh.
Gli obiettivi dell'offensiva sarebbero tre, secondo gli analisti. Il primo: riaffermare la loro forza militare, conquistando luoghi simbolici della guerra di conquista dell'Is. E con questo scopo andrebbe letto l'attacco lanciato per la riconquista di Kobane due giorni fa: la città curda era diventata un luogo di speranza, perché lì i peshmerga avevano dimostrato al mondo che le truppe del Califfato non sono invincibili.

Il secondo: dividere i musulmani, approfondire la ferita tra le due confessioni, radicalizzando sempre più lo scontro tra sciiti e sunniti. Il sanguinoso attentato alla moschea sciita di Kuwait City fa parte di questa strategia, diventata conflitto aperto in Yemen ed elemento chiave delle campagne scatenate dall'Is in Siria e Iraq. Alle milizie con la bandiera nera lì si oppongono soprattutto forze sciite, come hezbollah libanese e le brigate dei martiri filoiraniane. Questa volta invece i terroristi cercano di aprire un nuovo focolaio in Kuwait, dove finora il terrorismo non sembrava avere messo radici.
Infine, la minaccia più pericolosa anche per l'Italia. L'appello ai lupi solitari di colpire l'Occidente in ogni modo. Come hanno fatto questa mattina i due adepti dell'Is che hanno causato l'esplosione vicino a Lione. E il commando che ha attaccato i due resort tunisini, l'Hotel Riu Imperial Marhaba e Port el Kantaoui, colpendo la gente in spiaggia, mentre prendeva al sole.
#Tunisia the attack in the hotel #Riu_Imperial_Marhaba in #Sousse #Sousa 7 died #Tunisie horrible photos are pic.twitter.com/XbUeSDHUKJ
— Nasreldin (@nasreldintwitt) June 26, 2015
E in questo caso l'obiettivo potrebbe essere doppio: la profonda crisi che gli attentati hanno causato al turismo, una delle principali fonti di reddito in Tunisia, può spingere sempre più persone alla disoccupazione. Quindi alla disperazione, e magari ai ranghi dei terroristi dell'Is.
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Il triplice attacco del secondo venerdì di Ramadan lancia anche un messaggio all'Italia, finora rimasta indenne dallo jihad: non ci sono difese contro i lupi solitari, non ci sono più territori immuni. Al-Baghdadi in persona ha indicato Roma come uno dei bersagli del Califfato. E bastano pochi adepti motivati da una fede cieca per scatenare il terrore.