Mondo
16 ottobre, 2025Per ora riconsegnati solo nove corpi su 28, ma il movimento palestinese garantisce che li riconsegnerà tutti. Netanyahu: "Non scenderemo a compromessi"
Per ora, la restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani morti da parte di Hamas continua a procedere a rilento. E potrebbe essere — in parte, già lo è — un ulteriore punto di tensione per la tenuta della (fragile) tregua raggiunta negli scorsi giorni. Ma il movimento palestinese, secondo quanto afferma un alto consigliere Usa citato dall’Ansa, intende restituire tutte le salme. “Continuano a dirci che intendono rispettare l’accordo — ha dichiarato la fonte —. C'è stata molta delusione e indignazione quando sono stati restituiti solo quattro corpi, mentre avrebbero potuto semplicemente dire 'stiamo procedendo' nella restituzione dei corpi”.
Al di là della volontà, ci sono una serie di ostacoli operativi per recuperare i corpi: mancano mezzi adeguati, e anche per questo l’Egitto ha mandato una propria squadra per aiutare nelle ricerche. Per ora, quelli riconsegnati sono nove su 28. E il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, fa la voce grossa: “Non scenderemo a compromessi finché non ci sarà restituito l’ultimo ostaggio deceduto”. Appoggiato da Donald Trump, che ha minacciato una ripresa della guerra qualora Hamas non rispettasse l’accordo: “Le potranno continuare a combattere nel momento in cui darò il segnale. Quello che accadrà con Hamas lo sapremo rapidamente”. E chiede il rapido disarmo: “Ci penso io, Israele tornerà in quelle strade non appena lo dirò. Se Israele potesse entrare e farli fuori, lo farebbe”.
Intanto a Gaza si continua a morire. Anche ieri — 15 ottobre — l’Idf ha aperto il fuoco e ucciso cinque palestinesi, accusati di essersi avvicinati troppo alle truppe israeliane. E Hamas continua nella sua sanguinosa resa dei conti con clan, famiglie rivali e collaborazionisti che, finora, ha già provocato più di 40 morti.
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