Mondo
7 novembre, 2025Nonostante i moniti dell'Onu, non si ferma la "guerra ai narcos" di Washington. Nell'ultimo raid sono morte tre persone accusate di trasportare droga. Hegseth: "Se continuate a trafficare, vi uccideremo". Nel mirino continua a esserci Maduro
Nonostante i moniti delle Nazioni Unite, non si fermano i raid degli Stati Uniti contro presunte imbarcazioni di narcos nel Mar dei Caraibi. Nell’ultimo bombardamento sono state uccise tre persone, portando il bilancio delle vittime di questa “guerra alla droga” a quota settanta. "Gli attacchi contro i narcoterroristi continueranno finché non smetteranno di avvelenare gli americani — ha scritto su X il segretario alla Guerra americano, Pete Hegseth, allegando il video del raid —. L'imbarcazione era gestita da un'organizzazione terroristica. Le forze statunitensi non hanno subito danni”.
Anche quest’attacco, come gli scorsi, è avvenuto in acque internazionali. In luoghi in cui, teoricamente, Washington non avrebbe sovranità. Anche per questo negli scorsi giorni l’alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, aveva condannato quelle che sono a tutti gli effetti “esecuzioni extragiudiziali” e aveva avvertito: “Questi attacchi e il loro crescente costo umano sono inaccettabili. Gli Stati Uniti devono fermarli indipendentemente dai reati penali di cui queste persone sono accusate”.
I raid statunitensi hanno finora distrutto almeno 18 imbarcazioni, ma Washington non ha ancora reso pubblica alcuna prova concreta che i suoi target stessero contrabbandando droga o rappresentassero una minaccia diretta per gli Stati Uniti. "A tutti i narcoterroristi che minacciano la nostra patria: se volete sopravvivere, smettete di trafficare droga. Se continuate a trafficare droga letale, vi uccideremo”, è il messaggio di Hegseth.
Una guerra, quella alla droga, che dai barchini punta in realtà dritto (anche) a Nicolas Maduro, accusato da Donald Trump di essere alla guida di un “narco-Stato”. Di fronte alle coste venezuelane è schierato un immenso contingente militare a stelle e strisce, a cui si è aggiunta anche la portaerei Ford. Dietro questa campagna pressante, l’amministrazione americana ormai parla esplicitamente di regime change.
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