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29 dicembre, 2025Nonostante il mandato d’arresto internazionale, il Wing of Zion ha sorvolato anche questa volta l’Italia, oltre a Grecia e Francia, evitando invece nuovamente lo spazio aereo spagnolo
Partenza: Tel Aviv. Arrivo: West Palm Beach. Benjamin Netanyahu è volato negli Stati Uniti per incontrare Donald Trump per la sesta volta dall’inizio dell’anno. Al centro dei colloqui la fase due della tregua a Gaza. Ma al di là delle questioni mediorientali, a far discutere è nuovamente la traiettoria dell’aereo del premier israeliano che, mentre su di lui pende un mandato d’arresto spiccato dalla Corte penale internazionale, ha scelto di sorvolare i cieli italiani, oltre che quelli di Grecia e Francia, ed evitare ancora una volta quelli della Spagna, tra i Paesi europei - se non il Paese europeo - più decisi nella condanna dei crimini del governo israeliano.
Dalla mappa di Flight Radar, per arrivare in Florida - e non a Washington o New York, come nelle scorse visite - la traiettoria scelta dal Wing of Zion - questo il nome dell’aereo di Netanyahu - è sensibilmente più lunga rispetto a un passaggio alternativo sui cieli spagnoli. A fine settembre il premier israeliano aveva scelto di evitare anche la Francia, optando per un passaggio attraverso lo stretto di Gilbiterra. In quell’occasione, il Times of Israel scriveva: “La traiettoria potrebbe essere un tentativo di evitare i problemi legati al mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti per presunti crimini di guerra”.
Il condizionale - in quel caso come allora - è d’obbligo, ma è c’è chi continua a ipotizzare che queste scelte siano pensate per evitare i rischi di un ipotetico atterraggio e un conseguente arresto nei Paesi “più ostili” (chi aderisce allo statuto di Roma ha l’obbligo di fermare i soggetti su cui pendono richieste d’arresto internazionali).
A ottobre, dopo l’ennesimo passaggio del Wing of Zion sui cieli italiani, un pool di avvocati - lo stesso che nei mesi scorsi ha denunciato Meloni, Crosetto e Tajani alla Cpi per complicità nel genocidio - aveva scritto a presidenza del Consiglio e ministero delle Infrastrutture per chiedere informazioni sull’autorizzazione di quei transiti. La risposta di Palazzo Chigi: “La materia esula dalle competenze di questa amministrazione (e) si fa presente di non avere agli atti la documentazione richiesta”.
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