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29 agosto, 2025Il ministro israeliano Ben-Gvir attacca Erdogan postando una sua foto con Haniyeh: "Ankara = Hamas". Il ministro degli Esteri turco: "Abbiamo azzerato i nostri rapporti commerciali con Tel Aviv, ora abbiamo chiuso i porti e negato l'utilizzo dello spazio aereo"
Turchia e Israele sono da tempo ai ferri corti. E ora Ankara fa un’altra mossa facendo retrocedere i rapporti tra i due Paesi ai minimi storici. A oltre un anno di distanza dallo stop ai rapporti commerciali, ora il ministro degli esteri turcho, Hakan Fidan, ha annunciato che verrà chiuso lo spazio aereo e dei porti a velivoli e navi appartenenti, o anche solo riconducibili, a Tel Aviv: "Abbiamo azzerato i nostri rapporti commerciali con Israele, ora abbiamo chiuso i porti e negato l'utilizzo dello spazio aereo" ha dichiarato Fidan.
“Con il sostegno incondizionato degli Stati Uniti, Israele continua a commettere crimini di guerra”, ha continuato il capo della diplomazia turco in un intervento trasmesso dalla tv di Stato. Tirando in ballo anche Washington, con cui Ankara siede nella Nato (la Turchia è, proprio dopo gli Stati Uniti, il secondo esercito più grande della Nato). Fidan ha accusato Tel Aviv di “terrorismo di Stato” e ha ribadito l’opposizione della Turchia a “piani che prevedono il trasferimento dei palestinesi, a prescindere da chi li propone”.
Una decisione, quella turca, che ha scatenato le ire israeliane. La voce grossa, come spesso accade, l’ha fatta il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che su X ha pubblicato una foto del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che stringe la mano all'ex capo dell'Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e con il commento “Turchia = Hamas”.
Alla protesta israeliana fa da contraltare l’appello di Hamas, che esorta “la Turchia, così come i paesi arabi e islamici e le nazioni libere del mondo, a intensificare le misure punitive contro" Israele, ha affermato il gruppo in una nota. Ha invitato i Paesi a "recidere tutte le relazioni con esso e lavorare per isolarlo, in modo da costringerlo a fermare il genocidio e la distruzione di Gaza".
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