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14 gennaio, 2026Articoli correlati
La campagna elettorale si chiude tra oscuramenti digitali e proteste. Si ripeterà il confronto del 2021: il presidente al potere da 40 anni sfida il cantante afrobeat, che nell'ultima tornata lo aveva accusato di brogli
L'afrobeat sfida il potere. E il blackout. L'Uganda va offline a poche ore dalle elezioni, con internet oscurato quasi ovunque. Ma tra le strade di Kampala continua a suonare la dancehall del candidato Bobi Wine, pseudonimo di Robert Kyagulanyi Ssentam, un musicista diventato popolare nel Paese grazie ai suoi ritmi incalzanti, ricchi di messaggi politici e sociali. Che in questi giorni vengono suonati dalle casse di gruppi di giovani manifestanti, in rivolta contro la repressione di Yoweri Museveni. Il leader 81enne, al potere dal 1986, è ricandidato alle elezioni in programma domani, 15 gennaio, e ora ambisce al settimo mandato consecutivo. La sua linea politica si sarebbe distinta per presunti rapimenti di politici, arresti mirati e intimidazioni verso gli elettori. E adesso anche dal crackdown di internet in tutto il Paese, che abbassa il volume delle proteste.
Secondo la Commissione per le comunicazioni dell’Uganda, il blocco della rete serve a prevenire “disinformazione e incitamento alla violenza”, ma per l’opposizione è uno strumento di controllo. Wine ha parlato di “tentativo di spegnere il Paese”, dove già in passato le elezioni sono state accompagnate da oscuramenti digitali. Nei giorni precedenti il governo aveva negato l’intenzione di spegnere internet. Poi, all’improvviso, la rete è caduta. Al voto si andrà, ma senza connessione.
Di nuovo Museveni contro Wine
La sfida di domani è la stessa del 2021, ultima tornata elettorale. Da un lato Museveni, ex guerrigliero arrivato al potere con le armi e rimasto lì trasformando l’Uganda in un sistema fortemente presidenziale; dall’altro Bobi Wine, 43 anni, cresciuto nei quartieri poveri di Kampala, diventato star della musica popolare e poi simbolo politico, soprannominato “Ghetto President”. Lui, basco e sciarpa rossa; Museveni, invece, è sostenuto da fedelissimi che indossano cappellini gialli. Nel 2021 il cantante aveva già provato a battere l’uomo forte del Paese. Ufficialmente perse: il 34 per cento contro il 59 dell’incumbent, in un voto segnato da accuse di brogli. Anche questa volta, analizza la Reuters, dovrebbe spuntarla Museveni.
Il confronto non si è mai interrotto. Nel settembre 2024 Wine è stato colpito a una gamba durante un’operazione di polizia contro il suo convoglio: il partito parlò di proiettili veri, mentre le forze dell’ordine sostennero che fosse caduto durante una carica. Negli anni i suoi sostenitori sono stati rapiti, detenuti in isolamento e torturati, stando alle testimonianze raccolte dal New York Times. Lui stesso è stato più volte messo agli arresti domiciliari e ha presentato un esposto - poi ritirato - contro Museveni e i suoi apparati di sicurezza alla Corte Suprema.
La metamorfosi di Museveni
Nel frattempo, l’uomo forte di Kampala è diventato anche un alleato chiave di Washington. Negli anni ha ricevuto miliardi di dollari dagli Stati Uniti per strutture sanitarie e per “la lotta al terrorismo”, si legge sul sito del Congresso americano. Con cui si è eretto come pilastro della stabilità regionale e come partner nella lotta ai gruppi jihadisti in Africa orientale. Quei fondi hanno contribuito a rafforzare esercito e servizi di sicurezza, gli stessi che oggi presidiano il voto e - secondo organizzazioni per i diritti umani - gestiscono una rete di arresti e detenzioni arbitrarie. La stessa Onu è stata messa alle porte del Paese, per via delle denunce esposte in passato.
Il ritratto di Museveni è però cambiato nel tempo. Quando salì al potere nel 1986, dopo anni di guerriglia, il New York Times lo descriveva come un "leader nuovo, colto, capace di parlare alla comunità internazionale". C’erano tuttavia bambini-soldato schierati ai piedi del Parlamento nel giorno della sua investitura. Un dodicenne disse ai giornalisti: “Museveni ci guida, noi moriamo per Museveni”.
In un Paese dove i limiti di mandato sono stati aboliti vent’anni fa, anche questa volta la partita sarà tra Wine e Museveni. E, almeno fino alla chiusura dei seggi, si giocherà offline.
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