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14 gennaio, 2026Le ingerenze federali hanno portato a uno scontro tra la comunità - incluso il governo del Minnesota - e il dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti. La denuncia dei politici locali: "È un'occupazione militare"
Finestrini delle macchine frantumati, persone trascinate fuori dalle proprie auto, addetti alla sicurezza dei supermercati presi e portati via di peso. A Minneapolis lo sciame di agenti dell’Ice è ovunque: viene, vede e arresta. Dopo il caso della morte di Renée Nicole Good, la donna uccisa da colpi di arma da fuoco, le forze dell’Immigration and Customs Enforcement non sembrano fare passi indietro. Anzi, adesso la polizia anti-immigrazione intensifica le misure e coinvolge anche i cittadini statunitensi. “È un’occupazione militare”, ha dichiarato al New York Times il presidente del consiglio comunale di Minneapolis, Elliott Payne.
gli ultimi arresti
Aumentano le proteste, aumentano le misure repressive dell’Ice. È accaduto a un impiegato del supermercato Target, mentre riprendeva un agente federale che si avvicinava a lui con fare minaccioso. Nel video girato sui social, dopo varie offese, si sente il ragazzo gridare “fermati, sono un cittadino americano”. Ma questo non ha scoraggiato i tre agenti dal portarlo via con la forza.
“Sembra che la nostra comunità sia sotto assedio dallo stesso governo federale”, è il messaggio del deputato statale Michael Howard, democratico. Tra i distretti sotto la sua gestione c’è anche Richfield, dove l’addetto alla sicurezza del Target è stato arrestato insieme a un collega. Come confermato da Howard al New York Times, i ragazzi erano cittadini americani e sono stati poi rilasciati. Nelle strade le misure repressive incalzano: al lancio di palle di neve e bottigliette d’acqua da parte degli attivisti, gli agenti rispondono con spray al peperoncino e gas lacrimogeno, come mostrano i video circolati sui social.
le ingerenze federali
Nella città ancora scottata dalla morte di George Floyd di sei anni fa, i residenti denunciano come l’abuso di forza questa volta non dipenda dalla polizia ma da un governo troppo invadente. Tanto da spingere sei procuratori federali del Minnesota a licenziarsi dal dipartimento di Giustizia.
Secondo Donald Trump, che dall’inizio del suo secondo mandato ha raddoppiato il numero delle unità dell’Ice (da 10 mila a 21 mila), gli agenti in Minnesota operano per catturare “assassini condannati, spacciatori, persone dipendenti dalla droga, stupratori”. Ma lo Stato del Minnesota, in mano a un governo democratico, ha avviato una causa insieme all'Illinois contro l'amministrazione Trump per denunciare che “migliaia di agenti armati e mascherati hanno preso d’assalto Saint Paul e Minneapolis - si legge nel documento -, per condurre raid militari e portare arresti pericolosi, illegali e non costituzionali".
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