Politica
14 gennaio, 2026La mozione esprime “preoccupazione” e “condanna” la repressione in corso nella Repubblica islamica. I pentastellati si sfilano e spiegano: "Condividiamo ogni forma di sostegno non violento ai manifestanti, ma siamo contrari a ogni ipotesi di intervento armato esterno”
La brutale repressione delle manifestazioni in Iran mette d’accordo (quasi) tutto l’arco parlamentare. Questa mattina la commissione Esteri del Senato ha approvato una mozione bipartisan in cui si esprime la “preoccupazione” per i drammatici eventi in corso e la “condanna” per la repressione messa in atto dalle autorità iraniane. L’unica forza politica che non ha votato a favore ma che ha scelto di astenersi è stato il Movimento 5 stelle.
"Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un'altra azione illegale di Trump, un'altra guerra per il petrolio; per questo motivo - spiegano i senatori pentastellati - abbiamo chiesto di inserire un impegno nella risoluzione unitaria sull'Iran per scongiurare un intervento militare unilaterale rafforzando un testo che per il resto condividiamo. Questo nostro auspicio è stato rigettato e per questo ci siamo astenuti”.
“Noi sosteniamo chi si ribella al brutale regime teocratico iraniano, che condanniamo con profondo sdegno per la sanguinosa repressione che sta mettendo in atto. Condividiamo ogni forma di sostegno concreto e non violento ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell'autodeterminazione del popolo iraniano. Ma - aggiungono ancora i 5 stelle - siamo contrari a ogni ipotesi di intervento armato esterno”.
La risoluzione impegna il governo ad “attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità di Teheran dall'adozione di misure repressive nei confronti di pacifici manifestanti, nella convinzione che le iniziative spontanee della popolazione vadano innanzitutto comprese ed ascoltate”.
"Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no", ha spiegato il presidente del M5s Giuseppe Conte.
L’astensione del Movimento 5 stelle è diventato subito argomento di polemica politica. "Ci lascia perplessi il comportamento del campo largo, saltato questa volta sull’Iran - dice la capogruppo della Lega in commissione Esteri del Senato, Stefania Pucciarelli -. Il centrodestra e gran parte della sinistra hanno votato a sostegno di una risoluzione in commissione Esteri in cui si chiedeva di condannare quanto sta avvenendo nel Paese, dove assistiamo a una forte repressione e, come ci informano gli organi di stampa, migliaia di ragazzi sono stati uccisi”.
All’attacco del M5s Carlo Calenda: “Sempre dalla parte giusta della storia. Avanti cosi con Maduro, Putin e Ayatollah vari”. Poi il leader di Azione punzecchia il Partito democratico, che ha aderito al presidio che si terrà venerdì - 16 gennaio - di fronte al Campidoglio. "Il senso di: 1) non raccogliere un appello per un'iniziativa comune; 2) non convergere sulla manifestazione di sabato già proclamata dai radicali; 3) non sentire nessuno per organizzare un'iniziativa congiunta”, scrive Calenda su X.
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