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16 gennaio, 2026La leader dell'opposizione venezuelana, a Washington, rende omaggio al presidente statunitense. Che continuerebbe, tuttavia, a sostenere Delcy Rodríguez. E dal Comitato di Oslo avvertono: "Il premio non può essere trasferito"
La medaglia passa di mano, il potere ancora no. María Corina Machado è entrata alla Casa Bianca con il Nobel per la pace ed è uscita senza la presidenza del Venezuela. Un gesto unico nella storia del premio: la leader dell’opposizione venezuelana ha consegnato a Donald Trump la medaglia ricevuta a Oslo, definendola un riconoscimento per il suo “impegno unico a favore della nostra libertà”. Trump ha sorriso, ringraziato e postato sui social. Ma non ha arretrato di un passo sulla questione centrale: chi deve guidare Caracas nella fase di transizione?
L’incontro si è svolto a porte chiuse. Niente conferenze, solo una foto sull’account X della Casa Bianca. La sua portavoce Karoline Leavitt, mentre i due pranzavano, ha chiarito la posizione dell’amministrazione: il presidente non ritiene che Machado abbia “il sostegno e il rispetto necessari” per governare il Venezuela nell’immediato futuro. Una linea ribadita poche ore prima dallo stesso tycoon, che aveva elogiato l’attuale presidente ad interim Delcy Rodríguez, ex vicepresidente di Nicolás Maduro.
Trump, però, non ha nascosto l’apprezzamento per il gesto. Su Truth ha scritto: “È stato per me un grande onore incontrare oggi María Corina Machado. È una donna straordinaria. Mi ha consegnato il suo Premio Nobel per la pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto”. La Casa Bianca ha poi diffuso un’immagine del presidente con la medaglia incorniciata, mentre da Oslo il Comitato del Nobel si è affrettato a ricordare che il premio non è trasferibile: la medaglia può cambiare proprietario, il titolo no.
Machado, uscita dalla Casa Bianca, ha parlato di un incontro “molto buono” e ha rivendicato il significato simbolico dell’omaggio: “Ho voluto riconoscere il suo impegno nella difesa della libertà del popolo venezuelano”. Nei giorni precedenti aveva già anticipato l’intenzione di “donare” il Nobel a Trump, che da mesi sostiene di meritare quel riconoscimento. Ma, scrive il New York Times, resta poco chiaro cosa la leader dell’opposizione abbia ottenuto in cambio, se non “visibilità e una sponda politica fragile”. E questa volta senza neanche la medaglia.
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