Mondo
20 gennaio, 2026"Gli Usa sono il Paese più potente al mondo - ha detto al segretario Nato Rutte - e siamo l'unica potenza che può garantire la pace. Lo si fa attraverso la forza". Secondo il presidente Usa, sull'isola artica gli europei "non opporranno troppa resistenza". Attesa per gli incontri a Davos
C’è il vicepresidente americano, JD Vance; il segretario di Stato Usa, Marco Rubio; e soprattutto, c’è Donald Trump con in mano la bandiera americana. Accanto a loro un cartello con una scritta inequivocabile: “Greenland, Us Territory”. Sullo sfondo, i tipici ghiacci dell’isola artica sotto i quali si nascondono risorse di ogni tipo che concorrono a spiegare perché quest’appezzamento di terra al Nord del mondo è diventato il cuore degli interessi (e degli scontri) globali. La foto è postata direttamente da Trump sul suo social Truth.
La politica ormai è fatta anche di meme e di immagini generate con l’intelligenza artificiale - e quella trumpiana ancora di più - ma non per questo i messaggi lanciati sono meno veri. Anzi. Vale ancora di più per la Groenlandia e per le mire della nuova America di Trump.
In un’altra foto ritoccata con l’intelligenza artificiale postata sempre su Truth direttamente da Trump si vede il presidente americano nello Studio ovale riunito con alcuni leader europei, tra cui Giorgia Meloni, e da un lato la mappa di tutto il Nord America. Non solo la Groenlandia ma anche il Canada è a stelle e strisce.
"L'Europa dovrebbe concentrarsi sull'Ucraina e non sulla Groenlandia"
Ai giornalisti che gli hanno fatto domande sul possibile uso della forza per avere l’isola artica, il tycoon ha risposto con un secco “no comment”. Ma poi ha aggiunto: “L'Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra con la Russia e l'Ucraina, perché, francamente, vedete come è andata. È su questo che l'Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia”. Poco importa, nelle parole di Trump, che l’isola è un territorio autonomo della Danimarca che è a sua volta parte dell’Unione europea. Per il presidente Usa, la Groenlandia è una questione squisitamente americana.
La chiamata con Rutte: "Siamo l'unica potenza che può garantire la pace"
Sempre su Truth ha annunciato di avere avuto “un'ottima telefonata con Mark Rutte, il Segretario Generale della Nato, riguardo alla Groenlandia. Ho concordato un incontro tra le varie parti a Davos, in Svizzera. Come ho detto a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale - ha scritto Trump -. Non si può tornare indietro - su questo, tutti sono d'accordo! Gli Stati Uniti d'America sono di gran lunga il Paese più potente al mondo" e "siamo l'unica potenza che può garantire la pace in tutto il mondo - e lo si fa, semplicemente, attraverso la forza".
Il messaggio di Rutte
E anche di Rutte Trump ha reso pubblico un messaggio: "Signor Presidente, caro Donald, quello che hai ottenuto in Siria oggi è incredibile - si legge nell'sms -. Userò le mie interazioni con la stampa a Davos per mettere in risalto il tuo lavoro là, a Gaza e in Ucraina", prosegue Rutte. "Mi sto impegnando a trovare un a soluzione per la Groenlandia. Non vedo l'ora di vederti".
La guerra dei dazi
Per Stati europei che hanno inviato truppe sull’isola Trump ha già annunciato ulteriori dazi rispetto a quelli generici introdotti mesi fa. Anche se, secondo lui, i leader europei non “opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. E ha minacciato inoltre una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi, in risposta alle parole di Emmanuel Macron che ha detto che la Francia non entrerà nel board di pace per Gaza.
I continui attacchi al presidente francese si spiegano anche con il suo attivismo non solo sul dossier ucraino ma anche su quello artico. Con Parigi che è stata tra le prime a inviare soldati e che è tra le capitali che più spingono per una decisa risposta europea - a partire dai controdazi sui prodotti americani - di fronte all’aggressività trumpiana. Nella notte Trump ha pubblicato alcuni messaggi che Macron gli avrebbe inviato.
I messaggi di Macron a Trump
“Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran", si legge nel testo attribuito al presidente francese. Ma “non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia", avrebbe aggiunto Macron. “Cerchiamo di fare grandi cose. 1) Posso organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine. 2) Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che rientri negli Usa”, avrebbe chiesto il presidente francese.
Il possibile incontro a Davos con von der Leyen
Mentre l’Europa studia e valuta le contromosse, si fa largo l’ipotesi che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen possa avere un faccia a faccia con Trump durante il World Economic Forum di Davos, anche se il vertice non sarebbe ancora confermato. Anche il cancelliere Friedrich Merz proverà a mediare direttamente con il tycoon: “Vogliamo semplicemente cercare di risolvere questo problema insieme e il governo americano sa che potremmo anche reagire da parte nostra”. Ruolo simile quello di Meloni, che in una rara dichiarazione critica nei confronti di Trump ha definito “dannose” le nuove possibili tariffe e ora sta provando a mediare tra le diverse sensibilità europee per evitare un’escalation con Washington.
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