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20 gennaio, 2026L'esercito israeliano ha diffuso una ricerca in collaborazione con i servizi sergreti dello Shin Bet. Intanto, il ministro della Sicurezza di Israele Itamar Ben Gvir plaude alla distruzione della sede dell'Unrwa di Gerusalemme
Le violenze da parte dei coloni contro i palestinesi della Cisgiordania sono aumentate esponenzialmente nell'ultimo anno. A riportarlo sono le forze di difesa israeliane (Idf) e i servizi segreti interni, lo Shin Bet, che hanno sottolineato come, nel 2025, le azioni contro chi vive nei Territori palestinesi occupati si sono intensificate del 27%. Ma i contorni delle aggressiono potrebbero essere più ampi. Anche il numero di “crimini nazionalisti” da parte dei coloni israeliani - che le stesse forze di sicurezza di Israele classificano come atti di terrorismo - sarebbe aumentato del 50%.
Un fenomeno consolidato
Il report è stato esposto ai giornalisti lunedì 19 gennaio, come riporta il Times of Israel. Si tratta di attacchi che ormai sono tristemente all’ordine del giorno, difficili da tenere sotto controllo. E l’attuale governo contribuirebbe ad acuire il fenomeno.
Gli estremisti sarebbero infatti raramente condannati da Tel Aviv, che si mostrerebbe piuttosto connivente con le azioni dei coloni. Mentre alcuni dei funzionari del Comando centrale dell’Idf che operano nell’area della Cisgiordania, a seguito del rapporto, hanno parlato di un “senso di fallimento” per la loro incapacità di mitigare la violenza.
I numeri della violenza
Nel 2025 ci sarebbero stati 867 episodi descrivibili come “crimini nazionalisti”. Una cifra in impennata, rispetto ai 682 del 2024. Nel 2023 - anno di inizio della guerra a Gaza - il numero di episodi aveva raggiunto le tre cifre: 1.045 i crimini registrati. Secondo i militari dell’Idf, le azioni coinvolgerebbero circa 300 estremisti ebrei, 70 dei quali descritti come “fanatici” (39 dei quali già soggetti a ordini restrittivi che impedirebbero di entrare in Cisgiordania).
Si tratta di coloni israeliani che vivono in gran parte nei 42 avamposti illegali distribuiti in tutta la West Bank, ma che spesso sono registrati come residenti in altre città di Israele. Complici del fenomeno sarebbero spesso anche gli stessi tribunali, che lascerebbero impuniti i colpevoli di violenze.
Il terrorismo palestinese in calo
Nello stesso report, si sottolinea anche una diminuzione degli atti terroristici di matrice palestinese in Israele e Cisgiordania. Nel 2025 sarebbero stati 57 gli attacchi, contro i 258 del 2024 e gli 847 del 2023. Le vittime di queste azioni si sarebbero dimezzate, passando dalle 41 di due anni fa, alle 20 dell’ultimo anno. Negli ultimi due anni - secondo il rapporto - sarebbero diminuite anche le rivolte violente dei palestinesi all’interno della West Bank. Durante il 2023 e il 2024, circa il 70% dei palestinesi uccisi dall’Idf in Cisgiordania era armato di una pistola o di un esplosivo, secondo i militari, mentre nel 2025 quella percentuale è scesa al 40%.
I militari hanno spiegato come sarebbero calati anche gli arresti di palestinesi accusati di entrare illegalmente in territorio israeliano dalla Cisgiordania. In base a quanto riportato dal Times of Israele, l’Idf sarebbe favorevole a un potenziale aumento dei permessi per i per coloro che vivono nella West Bank e lavorano negli insediamenti. I permessi sono stati quasi tutti revocati dopo il 7 ottobre 2023, passando dai 140 mila ai 26 mila di oggi.
L'abbattimento della sede UNRWA a Gerusalemme
Intanto, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir è arrivato questa mattina - martedì 20 gennaio - a Givat HaTahmoshet a Gerusalemme. L’obiettivo della sua visita sarebbe rafforzare le forze della polizia israeliana, che stanno operando per lo sgombero e la demolizione del complesso dell’UNRWA (l’agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi sul territorio). Questa azione farebbe parte del piano del ministro per fermare le attività dell'organizzazione nei territori israeliani. L’accusa mossa da Tel Aviv contro gli operatori dell’agenzia è di collaborazione con Hamas, inclusa la partecipazione diretta degli attivisti dell'organizzazione ai fatti del 7 ottobre e l'uso delle sue infrastrutture per scopi terroristici.
"Questo è un giorno storico, un giorno di festa e un giorno molto importante per la sovranità a Gerusalemme. - ha dichiarato Ben Gvir - Per anni questi sostenitori del terrorismo sono stati qui, e oggi questi sostenitori del terrorismo vengono rimossi da qui con tutto ciò che hanno costruito qui, questo è ciò che accadrà a ogni sostenitore del terrorismo".
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