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21 gennaio, 2026Sui rapporti con gli Stati Uniti la presidente delle Commissione Ue, in plenaria a Strasburgo, ha ribadito di essere disposta a collaborare per garantire la sicurezza dell'area artica, ma ha definito i dazi di Trump "un errore strategico"
A un mondo più instabile, l’Europa reagisce abbandonando le tradizionali cautele. È quanto è emerso dal quadro tracciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento di oggi - mercoledì 21 gennaio - alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, dedicato alle conclusioni del Consiglio Ue e alle grandi priorità strategiche dell’Unione: autonomia, sicurezza, commercio e Artico.
Secondo von der Leyen, il mutamento dell’ordine globale sarebbe ormai irreversibile. “Il cambiamento nell’ordine internazionale non è solo radicale, ma anche permanente. - ha esordito - E la rapidità del cambiamento supera di gran lunga qualsiasi cosa abbiamo visto negli ultimi decenni. Oggi viviamo in un mondo definito dal potere puro, sia esso economico o militare, tecnologico o geopolitico. E anche se a molti di noi questo non piace, dobbiamo affrontare il mondo così com’è ora”.
I nuovi investimenti in Groenlandia
Uno dei passaggi più applauditi dell’intervento ha riguardato la Groenlandia. Von der Leyen ha ribadito con forza il principio della sovranità territoriale e del diritto all’autodeterminazione della popolazione locale. “La Groenlandia non è solo un territorio in una regione chiave della mappa mondiale, una terra ricca di materie prime essenziali, un avamposto strategico sulle rotte marittime globali emergenti. È tutte queste cose. Ma soprattutto, la Groenlandia è la patria di un popolo libero e sovrano. È una nazione con la sua sovranità e il suo diritto all’integrità territoriale. E il futuro della Groenlandia spetta solo ai groenlandesi”.
A queste parole ha fatto seguito l’annuncio di un rafforzamento concreto dell’impegno europeo nella regione artica. “L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di un approccio strategico autonomo. In questo quadro, Bruxelles sta lavorando a un pacchetto per la sicurezza dell’Artico, che prevede “un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere l’economia e le infrastrutture locali”.
Von der Leyen ha ricordato anche l’impegno già avviato negli anni scorsi: “Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, mi trovavo a Nuuk per inaugurare il nostro primo ufficio in quella città. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e più rapidamente”.
Parallelamente, la presidente della Commissione ha indicato la necessità di orientare l’aumento della spesa per la Difesa verso capacità specifiche per il contesto artico: “Dovremmo utilizzare l’aumento della spesa per la difesa per acquistare attrezzature adatte all’Artico”, rafforzando al tempo stesso gli accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda.
no ai dazi di Washington
Nel suo intervento, von der Leyen ha anche affrontato il tema delle relazioni con gli Stati Uniti, in particolare sul dossier artico. La linea di Bruxelles resta quella della cooperazione tra alleati. “Siamo d’accordo con i nostri amici americani sulla necessità di garantire la sicurezza della regione artica. Su questo non solo siamo allineati, ma stiamo lavorando insieme”, ha detto, citando esempi concreti come la collaborazione tra Finlandia e Stati Uniti sui rompighiaccio e le esercitazioni Nato come Arctic Light.
Proprio per questo, ha avvertito, le minacce di nuove tariffe rappresentano un errore strategico. “Stiamo lavorando insieme. Condividiamo la stessa valutazione strategica sulla sicurezza artica. Ed è per questo che le tariffe aggiuntive proposte sono semplicemente sbagliate. Se ora ci immergiamo in una pericolosa spirale discendente tra alleati, ciò non farebbe altro che incoraggiare proprio quegli avversari che entrambi siamo così determinati a tenere fuori dal nostro panorama strategico”.
La difesa del Mercosur
Sul fronte commerciale, la presidente della Commissione ha difeso con decisione l’accordo tra Ue e Mercosur, presentandolo come uno strumento di crescita ma anche di protezione strategica. “Un accordo che porterà benefici a tutta la nostra economia, a tutti gli Stati membri. E che possa proteggere l’Europa dai rischi che corre, garantendo al contempo la nostra prosperità e la nostra sicurezza”.
Von der Leyen ha collegato direttamente la diversificazione dei partner commerciali all’autonomia europea: “Più partner commerciali abbiamo in tutto il mondo, più siamo indipendenti. Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno ora”. Tra i settori più avvantaggiati ha citato l’automotive: “Le esportazioni europee verso il Mercosur possono aumentare di 20 miliardi di euro, ovvero del 200%”, oltre a chimica, macchinari e comparto agroalimentare, dai latticini al vino e all’olio. Allo stesso tempo, ha assicurato che sono state previste “solide garanzie per i nostri sensibili settori agroalimentari”, rispondendo alle preoccupazioni degli agricoltori europei.
"Abbandonare la cautela"
Alla fine del suo intervento, von der Leyen è tornata sul concetto di indipendenza europea. “Un’economia forte, un mercato unico e una base industriale fiorenti, in grado di operare in diversi mercati e di competere in tutto il mondo, una forte capacità di innovazione e tecnologia, società unite, con alti livelli di istruzione, talento e sistemi sanitari, e soprattutto una reale capacità di difenderci. Questo è ciò che significa indipendenza europea”.
Secondo la presidente della Commissione, la velocità del cambiamento globale imporrebbe un cambio di passo politico: “Ci stavamo già muovendo in questa direzione, ma la velocità del cambiamento richiede un nuovo approccio da parte dell’Europa. Dovremo abbandonare la tradizionale cautela europea, proprio come abbiamo fatto nel settore dell’energia o per NextGenerationEU. O come stiamo facendo ora nel settore della difesa, con Safe, o nel sostegno all’Ucraina”.
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