Politica
21 gennaio, 2026La nomina del leghista, oggi sottosegretario all'Economia, era attesa nel Cdm di ieri e invece è slittata per la freddezza degli azzurri. Che preferirebbero un profilo più "tecnico", mentre il Carroccio rivendica il diritto a esprimere un proprio nome. In mezzo c'è Fratelli d'Italia
Sembrava cosa fatta. E invece la nomina alla guida della Consob del sottosegretario all’Economia, il leghista Federico Freni, è slittata e rinviata a un prossimo Consiglio dei ministri, che dovrà scegliere il successore di Paolo Savona, in scadenza il prossimo 8 marzo. Mentre si aspetta di capire chi guiderà l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, si riapre lo scontro politico.
Lo stop su Freni sarebbe giustificato dalla freddezza di Forza Italia, più orientato verso un profilo “tecnico” e non espressione diretta di un partito. Il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari ha ammesso che, su Freni, “c’era un accordo di massima in Cdm. È sottosegretario al Mef e ha le competenze per ricoprire quel ruolo, riteniamo che sia la persona adatta. Forza Italia ha messo un freno e se ne discuterà - spiega oggi Molinari ai microfoni di SkyTg24 -. Quella era una nomina che partiva già con un accordo di massima che Forza Italia ieri ha messo in discussione. Noi continueremo a portare avanti quel nome”. Nel caso in cui saltasse Freni, Molinari ribadisce che il prossimo presidente Consob debba essere in quota Lega.
Gli risponde a distanza il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi, secondo cui “non bisogna dire bugie” perché “non c’era alcun accordo, nemmeno di massima. Recuperiamo spirito di leale collaborazione e andiamo avanti altrimenti le cose non funzionano”. Ieri Nevi aveva spiegato come “la designazione di un politico alla Consob” non abbia “mai convinto” Forza Italia e quindi sarebbe meglio un tecnico “autorevole e riconosciuto dagli operatori”. Anche se gli azzurri sarebbero disposti ad avallare la nomina di Freni ma solo in qualità di componente del vertice Consob (oltre al presidente ci sono anche quattro commissari).
L’attuale presidente Savona era finito alla Consob dopo qualche mese al ministero per gli Affari europei durante il governo Conte I, dopo che la sua nomina al ministero dell'Economia era stata stoppata dal Quirinale per via delle sue posizioni sull'euro.
In mezzo c’è Fratelli d’Italia, con il presidente della Commissione Finanze alla Camera Marco Osnato che ha sì riconosciuto a Freni “tutte le caratteristiche” per guidare la Consob ma, ha aggiunto, "allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Tutto ancora da decidere.
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