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23 gennaio, 2026Nekima Levy Armstrong è stata arrestata con l’accusa di essere una “istigatrice di estrema sinistra” tra le organizzatrici della manifestazione alla chiesa di St. Paul, Minnesota
Arresti e violenze, anche digitali. Non si fermano i soprusi dell’Ice, gli agenti anti-immigrazione che stanno sconvolgendo lo Stato del Minnesota. Ieri, giovedì 22 gennaio, le forze speciali mandate da Donald Trump con l’obiettivo di “ristabilire l’ordine pubblico” catturando ed espellendo gli immigrati illegali, hanno arrestato un bambino di 5 anni. Oggi la testata britannica The Guardian denuncia la manipolazione di una fotografia di una delle donne arrestate. Nell’originale, appare composta e con il volto disteso, mentre un agente le tiene i polsi dietro la schiena; nell’altra, invece, la donna piange disperata.
La vittima della manipolazione digitale si chiama Nekima Levy Armstrong, arrestata con l’accusa di essere una “istigatrice di estrema sinistra” tra le organizzatrici della manifestazione alla chiesa di St. Paul di domenica 18 gennaio. La protesta avrebbe interrotto la funzione del pastore David Easterwood. A seguito di quella che sembrerebbe una rappresaglia, Armstrong è stata prelevata dalle forze speciali con il plauso social della procuratrice generale americana Pam Bondi.
La foto modificata
L’analisi del Guardian dimostra come la fotografia postata sui canali della Casa Bianca poche ore dopo l’arresto non corrisponda all’originale. Ma federazione americana si è tradita da sola. Meno di un’ora dopo l’annuncio di Bondi, la segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem ha pubblicato un’immagine dell’arresto di Armstrong dove la sua espressione è completamente diversa, nonostante l’agente che la scorta abbia esattamente la stessa posizione. Trenta minuti dopo, ecco comparire sulla pagine della Casa Bianca la foto modificata.
La replica della Casa Bianca
La Casa Bianca ha risposto alle accuse di manipolazione digitale con un post su X del vicedirettore delle comunicazioni, Kaelan Dorr: “A coloro che sentono il bisogno di difendere a prescindere gli autori di crimini efferati nel nostro Paese - si legge - rivolgo questo messaggio: l’applicazione della legge continuerà. I meme continueranno”. La dichiarazione di Dorr sembra essere un’ammissione del fatto che si tratti di un’immagine modificata, di “meme” propagandistico.
A ottobre, il centro di ricerca no-profit americano Poynter - specializzato in temi con il fact-checking - denunciava come l’account X della Casa Bianca avesse utilizzato l’intelligenza artificiale per realizzare circa 14 post dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump. La manipolazione dei contenuti a scopo propagandistico è uno degli aspetti più inquietanti della politica del tycoon.
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