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3 gennaio, 2026La conferenza stampa del presidente Usa a qualche ora dal blitz e dai raid in Venezuela: "Assalto senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale. Governeremo fino alla transizione, lì arriveranno le nostre compagnie petrolifere". E minaccia il presidente colombiano Petro: "Stia attento"
Parlando in conferenza stampa da Mar-a-Lago qualche ora dopo il blitz e i raid in Venezuela, Donald Trump ha ripetuto quanto già detto negli scorsi mesi e che ora usa per giustificare la cattura di Nicolas Maduro e della moglie. "Il dittatore illegittimo Nicolas Maduro era il capo di una vasta rete criminale responsabile del traffico di enormi quantità di droghe letali e illecite negli Stati Uniti". A loro, ha aggiunto Trump, va imputata la morte di molti americani, con le loro gang che hanno terrorizzato gli Stati Uniti. “Ci sono prove schiaccianti contro i Maduro, affronteranno la giustizia americana”, ha detto il tycoon.
Ma poi ha parlato esplicitamente del ruolo americano nel Paese e degli occhi di Washington sul petrolio che fa del Venezuela il Paese con le più grandi riserve al mondo. Maduro, ha accusato Trump, “ci ha rubato le infrastrutture del petrolio” ma ora le major petrolifere americane, ha aggiunto, sono pronte a sbarcare nel Paese sudamericano. "Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è in crisi da molto tempo - ha detto in conferenza stampa -, faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate e inizieranno a fare soldi per il Paese”.
Poi - citando anche qui esplicitamente la Dottrina Monroe che fa del Continente sudamericano un “cortile di casa” di Washington - ha aggiunto dettagli sull’operazione, un "assalto spettacolare mai visto dalla Seconda guerra mondiale", un "avvertimento per chi minaccia gli Stati Uniti". Ha spiegato che l’esercito americano ha provocato un blackout per catturare Maduro: "Era buio. Le luci di Caracas erano in gran parte spente grazie a una certa competenza che possediamo”. L’azione, ha aggiunto, è stata "una delle più grandi dimostrazioni di forza degli Stati Uniti mai viste, paragonabile agli attacchi contro Soleimani, Al-Baghdadi o ai siti nucleari iraniani”. Poi il capo di Stato maggiore dell’esercito Usa, Dan Caine, ha spiegato che “in totale, ieri sera erano in volo piu di 150 velivoli, tra bombardieri, caccia, unità di intelligence, ricognizione, sorveglianza, con migliaia e migliaia di ore di esperienza”.
Maduro, ha aggiunto Trump, avrebbe tentato di mettersi al riparo in una camera blindata prima di essere catturato dalle forze statunitensi. “La camera è tutta d'acciaio, e non è riuscito ad arrivare alla porta perché i nostri ragazzi sono stati così veloci". Il presidente americano ha poi aggiunto che il luogo non avrebbe comunque garantito la sicurezza: "Stava cercando di raggiungere un posto sicuro, che non era sicuro, perché avremmo fatto saltare la porta in circa 47 secondi, credo 47 secondi, dicono, in media, indipendentemente da quanto fosse spessa la blindatura. Era una porta molto spessa, una porta molto pesante. Ma non è riuscito ad arrivare a quella porta. È arrivato alla porta. Non è riuscito a chiuderla", ha concluso.
Che futuro, ora, per il Venezuela? "Gestiremo il Paese fino a quando potremo farlo", in attesa di una transizione “sicura”, ha detto Trump. “Non vogliamo che si ripresenti la stessa situazione che abbiamo avuto per un lungo periodo di anni - ha proeguito -. Dunque guideremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura. Vogliamo pace, libertà e giustizia per il grande popolo del Venezuela”.
Per ora Trump sembrerebbe però escludere che a prendere il potere sarà la premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, perché "non ha il sostegno all'interno del Paese".
"In Venezuela ci sono molte persone cattive che non dovrebbero guidare il Paese - ha detto Trump -. Non correremo il rischio che una di queste persone prenda il posto di Maduro. Abbiamo persone fantastiche, compresi militari. Avremo un gruppo di persone che gestiranno il governo finché non sarà possibile rimetterlo in carreggiata, far guadagnare un sacco di soldi alla gente e offrire loro un ottimo stile di vita, e anche risarcire le persone del nostro Paese che sono state costrette a lasciare il Venezuela”.
Durante la conferenza stampa, Trump non ha risparmiato minacce per il presidente colombiano Gustavo Petro: "Anche lui dovrebbe guardarsi il didietro. Produce cocaina, la manda negli Stati Uniti, quindi stia attento a non farsi beccare".
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