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8 gennaio, 2026L'episodio a qualche isolato da dove nel 2020 è stato soffocato George Floyd. Trump assolve gli agenti: "Legittima difesa". Il sindaco: "Ice, fuori dai cogli**ni". Anche Mamdani all'attacco: "Quando attaccano gli immigrati attaccano ognuno di noi"
Cinque anni fa, a Minneapolis, la polizia americana uccideva - togliendogli il respiro - George Floyd e accendeva la miccia del movimento Black live matter. Ieri - 7 gennaio - a pochi isolati di distanza, gli agenti della contestata agenzia anti-immigrazione voluta fortemente da Donald Trump, l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), hanno sparato a una donna - una cittadina americana di 37 anni - che morirà poco dopo in ospedale.
Una nuova scintilla per nuove proteste di massa? Presto per dirlo. Intanto, però, a Minneapolis e in altre metropoli americane - tra cui New York - centinaia di persone sono scese in strada per protestare contro la violenza indiscriminata dell’Ice e contro la lunga scia di violenze che contraddistingue questa forza speciale che si muove al confine tra il legale e l’illegale. Quando hanno intercettato la donna, intimandola a fermarsi, l’Ice stava conducendo l’ennesimo blitz anti-immigrazione. In particolare, contro la comunità somala della città, che lo stesso Trump nelle scorse settimane ha definito esplicitamente “feccia”.
Dai filmati che circolano sui social si vede un’auto ferma al centro della carreggiata, messa di traverso per bloccare il traffico. Un agente si avvicina e tenta di aprire lo sportello. La donna all’interno grida: “No, no!”. Subito dopo ingrana la retromarcia per pochi istanti e poi accelera. Le ruote, però, sono sterzate verso destra, lontano dagli uomini dell’Ice. Un agente, forse percependo una minaccia, estrae l’arma e esplode tre colpi. La vettura termina la sua corsa schiantandosi contro un’altra auto parcheggiata a breve distanza. All’interno si trova il corpo senza vita della vittima: Renee Nicole Good, donna bianca, poetessa e madre di tre figli. Poco distante si sente una voce femminile, sconvolta, urlare: “Cosa avete fatto?! Quella era mia moglie!”.
Trump ha immediatamente assolto gli agenti, che avrebbero “agito per legittima difesa” e giustificato l’operato. Il tycoon se l’è presa contro “la sinistra radicale” che che "minaccia, aggredisce e prende di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell'ordine e dell’Ice". "Stanno solo cercando di fare il loro lavoro" conclude "rendere l'America sicura. Dobbiamo stare al passo e proteggere i nostri agenti delle forze dell'ordine da questo movimento di violenza e odio della sinistra radicale”.
Durissimo il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, che in conferenza stampa ha mandato un messaggio diretto all’Ice: “Levatevi dai coglioni da Minneapolis. La donna stava minacciando la sicurezza degli agenti? ”Bullshit”, “cazzate”.
Da New York, anche il sindaco Zohran Mamdani è andato all’attacco. “Questo è uno degli aspetti di un anno pieno di crudeltà, e sappiamo che quando gli agenti dell'Ice attaccano gli immigrati, attaccano ognuno di noi in tutto il Paese. Questa - ha aggiunto - sarà sempre una città che difende gli immigrati in tutti e cinque i distretti - ha aggiunto - Ho chiarito a tutti i membri dell'amministrazione cittadina, incluso il New York City Police Department, che rispetteremo le politiche delle città rifugio. Le rispetteremo".
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