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9 gennaio, 2026Dopo centinaia di proteste dei contadini e decine di revisioni, il Mercosur entra in vigore. Aumentando l'influenza dell'Europa in America Latina, nonostante Stati Uniti e Cina
Dopo 25 anni, l’accordo del Mercosur è stato approvato dalla maggioranza dei 27 Paesi europei. Ostili la Francia, con un Emmanuel Macron che è il grande sconfitto della partita e approfondisce il suo declino politico, l’Austria, la Polonia, l’Ungheria e l’Irlanda. La palla passa ora nel campo del parlamento europeo che dovrebbe votare sull’accordo nella sessione di febbraio.
Alla fine, nonostante, o forse grazie alle innumerevoli sfilate di trattori incolleriti, l’accordo non puzza affatto. Al contrario, è per l’Italia è una vittoria bella e buona. Giorgia Meloni ha ottenuto ben 45 miliardi in più per la Politica agricola comune quando l’obiettivo della Commissione era quello di sforbiciarla. Oltre a quote stringenti e molte garanzie perfino sul livello del prezzo di vendita e sulla quantità di pollame e carne bovina che Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay potranno esportare da noi. Il sistema industriale italiano stappa lo spumante: si trova davanti un mercato da 700 milioni di consumatori da rifornire senza più insostenibili balzelli del 35 percento.
La penetrazione in un Continente commercialmente dominato fino ad oggi da Cina e Stati Uniti è per l’Unione europea la prima, faticosa vittoria dell’anno. Una vittoria importante in un momento altrimenti di grande debolezza commerciale e politica.
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