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18 febbraio, 2026Articoli correlati
Il ministro dell'estrema destra israeliana: "Elimineremo l'idea di uno Stato terrorista arabo". Intanto all'Onu 85 Paesi (tra cui l'Italia) condannano la registrazione come "proprietà statale" israeliana di nuovi terreni in Cisgiordania, alcuni dei quali amministrati dall'Anp
L'espulsione di tutti i palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania è un "vecchio sogno" israeliano che ciclicamente torna. E viene riproposto, puntualmente, da quegli esponenti del governo di Benjamin Netanyahu che non hanno mai fatto mistero delle proprie posizioni. Tra questi c'è il ministro delle Finanze Finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich. Che ieri (18 febbraio) ha dichiarato che perseguirà una politica di "incoraggiamento alla migrazione" dei palestinesi dalla West Bank e dalla Striscia.
"Elimineremo l'idea di uno Stato terrorista arabo", ha dichiarato Smotrich, intervenendo a un evento organizzato dal suo Partito sionista religioso. "Annulleremo finalmente, formalmente e concretamente, i maledetti Accordi di Oslo e imboccheremo un percorso verso la sovranità, incoraggiando al contempo l'emigrazione sia da Gaza che dalla Giudea e Samaria. Non esiste altra soluzione a lungo termine", ha aggiunto.
Dalla scorsa settimana, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato una serie di misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania, comprese le aree amministrate dall'Autorità nazionale palestinese in base agli Accordi di Oslo, in vigore dagli anni Novanta.
Ieri, invece, le missioni Onu di 85 Paesi - tra cui l’Italia - hanno condannato le misure, che secondo i loro detrattori equivalgono a un'annessione di fatto del territorio palestinese. Al centro della protesta vi sono i piani israeliani volti a facilitare il controllo dei territori amministrati dall'Anp e la registrazione di nuovi terreni come "proprietà statale”. I firmatari della dichiarazione chiedono la revoca immediata di tali decisioni, definendole una violazione del diritto internazionale che mette a rischio la stabilità regionale e la prospettiva di una pace duratura. Secondo il documento, queste iniziative unilaterali mirano a espandere una "presenza illegale" e ad alterare la composizione demografica e lo status dei territori occupati, accelerando di fatto un processo di annessione.
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