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18 febbraio, 2026Secondo il cancelliere tedesco, Berlino potrebbe aprire alla possibilità di usare i propri aerei per far volare le testate di Parigi e Londra. Intanto, ha confermato di aver avviato con Macron i colloqui sulla deterrenza nucleare
Nucleare sì, nucleare no. Nucleare forse, ma solo se è degli altri: “Nella prossima generazione di aerei da combattimento, i francesi hanno bisogno di un velivolo in grado di trasportare armi nucleari e di operare da portaerei. Attualmente, nell’esercito tedesco non ne abbiamo bisogno”. Friedrich Merz boccia l’idea del supercaccia franco-tedesco, un progetto già affondato nelle scorse settimane, come aveva anticipato Politico. Ma il cancelliere, intervenuto al podcast Machtwechsel, non fa plissé sull’alternativa che vede la Germania come spalla di altri Paesi: usare i propri aerei della Bundeswehr per trasportare le testate di Parigi - o di Londra -, come già concepito con le atomiche statunitensi. “In teoria sarebbe possibile applicare lo stesso principio anche alle armi nucleari britanniche e francesi”.
Il Kanzker, che negli scorsi giorni aveva affermato di voler rendere l’esercito tedesco “il più potente d’Europa”, ha chiarito lo strappo con Macron sul dossier militare del Fcas, un caccia avanguardistico combinato che probabilmente non decollerà mai. “Abbiamo un vero problema sul profilo dei requisiti. E se non riusciamo a risolverlo, non potremo portare avanti il progetto”, ha spiegato Merz. Che sul tema del nucleare si è appellato al Trattato Due più Quattro sulla Riunificazione tedesca del 1990 e il Trattato di non proliferazione nucleare del 1970, su cui Berlino si è sfilata dal tema atomico. E così ha intenzione di proseguire: “Io non vorrei che la Germania prendesse in considerazione di procurarsi un proprio arsenale di armi nucleari”, la sintesi del cancelliere.
Sul tema della Bundeswehr traghettatrice dell'atomica di Francia e Regno Unito, però, Merz ha scatenato mugugni in patria. Anche in virtù della sua conferma riguardo l’avvio di colloqui con Parigi sulla deterrenza nucleare. Lo scambio sarebbe in "fase iniziale", ha chiarito ieri il suo portavoce, e "non sono attesi risultati veloci”.
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