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19 febbraio, 2026"Quasi tutti hanno accettato l'invito". Il tycoon apre le danze: "Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me"
In tempi che gridano “guerra”, Donald Trump apre trionfalmente a Washington il suo Board of Peace. La prima riunione della nuova iniziativa, una sorta di creatura personale del presidente, viene celebrata come un successo e un traguardo politico. "Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso": il tycoon ha aperto così la prima riunione. "Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace".
Nel suo intervento iniziale, Trump accantona subito il tema della pace per concentrarsi sui presenti e, soprattutto, su chi ha accettato di sedersi al tavolo. "Quasi tutti hanno accettato" l'invito nel Board of Peace "e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me". Su chi ancora non si è unito: "Stanno giocando un po', ma si stanno unendo tutti”.
Tra i leader citati dal presidente c’è anche il premier ungherese Viktor Orbán. "Non tutti in Europa apprezzano questo endorsement, ma va bene così, sta facendo un ottimo lavoro sull'immigrazione a differenza di altri Paesi che si sono fatti del male da soli", ha aggiunto.
La tensione con l'Iran
La giornata è segnata anche da una linea ad alta tensione sul fronte Washington-Teheran. Trump ribadisce la necessità di raggiungere un "accordo significativo" con l'Iran, avvertendo che altrimenti "succederanno cose brutte". Allo stesso tempo, sottolinea che gli Stati Uniti "hanno buoni rapporti" con i negoziatori iraniani. "Scopriremo cosa succede con l'Iran tra circa 10 giorni", spiega Trump.
Un futuro per Gaza
Quanto a numeri e fondi, il presidente Usa parla di dieci miliardi di dollari in arrivo da Washington per il Board. "Se si confronta questo dato con il costo della guerra, si tratta di due settimane di combattimenti, sono una cifra molto piccola. Sembra tanto, ma è una cifra molto piccola", ha sottolineato il presidente, che elenca i Paesi che hanno offerto fondi per la ricostruzione di Gaza: Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Morocco, Bahrain, Qatar, Saudi Arabia, Uzbekistan e Kuwait.
Per il resto, nessun intervento militare all'orizzonte. "Siamo impegnati a fare in modo che Gaza sia ben governata. Non credo che sarà necessario mandare soldati a combattere". Tra i motivi, il depotenziamento bellico della Striscia: "Sembra che Hamas si stia sbarazzando delle sue armi ma dobbiamo accertarlo". Pena, altrimenti, "punizioni durissime".
Chi è seduto al tavolo
L'Italia è l'unico paese del G7 presente. A Washington è volato Antonio Tajani in persona.
È presente anche la Commissione europea, rappresentata dalla commissaria Dubravka Suica, che da Washington scrive su X: "Oggi partecipo all'evento inaugurale del Board of Peace a Washington a nome della Commissione Ue. Il nostro obiettivo è chiaro: azione coordinata, governance responsabile e risultati tangibili per il popolo palestinese".
La presenza della Commissione è "un altro atto patetico" un il ginocchio a Trump e ai suoi piani di costruire una proprietà sulla spiaggia sul cimitero di un genocidio". Commenta così il gruppo della Sinistra Ue.
Tra i presenti figura anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino, alla prima riunione del Board of Peace per Gaza a Washington. Trump lo cita in apertura, ricordando che per i Mondiali in programma quest'anno negli Stati Uniti, Canada e Messico sono stati venduti "biglietti record". Al proposito, Trump annuncia che la Fifa aiuterà a raccogliere 75 milioni di dollari per progetti legati al calcio a Gaza.
Stoccata all'Onu
L'orgoglio per il Board appena inaugurato non si esaurisce con le parole di apertura. È benzina per una stoccata all'Onu: "Penso che le Nazioni Unite abbiano un grande potenziale, davvero un grande potenziale. Il Board of Peace vigilerà e si assicurerà che funzionino correttamente". Il presidente aggiunge che se l'Onu avesse bisogno di aiuto "finanziario", il Board sarebbe pronto a intervenire.
Le prime reazioni
"Quando il ministro sostiene che 'lavoriamo esclusivamente per la pace' e che l'Italia non può restare ai margini, omette di dire che quella a cui sta partecipando non è un'iniziativa multilaterale fondata sulle Nazioni Unite, ma una struttura privata, promossa e rivendicata da Donald Trump come una sua creatura politica, che ha come obiettivo la sostituzione dell'Onu e una speculazione immobiliare". Angelo Bonelli commenta così la presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Washington.
"Il Board of Peace nasce fuori dal diritto internazionale, interviene per realizzare una speculazione immobiliare a Gaza - un territorio dove è stata realizzata una pulizia etnica con oltre 70.000 morti". E parla di "neo-feudalesimo": "L'Italia ha giurato fedeltà al sovrano Trump. Con questa decisione l'Italia ha scelto di stare ancora una volta dalla parte sbagliata della storia, emarginando il popolo palestinese in nome dei soldi che renderanno ricchi i miliardari americani e che non punisce le responsabilità criminali del governo Netanyahu".
Ferma condanna anche da Elisabetta Piccolotti di Avs: "Nelle parole di presentazione del Board of Peace di Trump a Gaza ci sono alberghi, lusso, soldi, opportunità per tutti. Mancano solo i palestinesi".
Gli interventi
La parola passa al premier ungherese Viktor Orban, già citato in apertura dal presidente Usa. Riprende la stoccata all'Onu: "Le organizzazioni internazionali non sono riuscite a svolgere il loro ruolo di preservare la pace e la stabilità in tutto il mondo. Pertanto, sono necessarie nuove iniziative per promuovere la pace a livello globale". E chiosa: "Siamo certi che l'iniziativa del presidente Trump di istituire il Board of Peace sia un passo nella giusta direzione. Siamo orgogliosi di essere tra i membri fondatori e felici di far parte di una così grande compagnia".
La chiusura
La firma apposta sulle risoluzioni per la raccolta fondi per Gaza (approvate all'unanimità) e il colpo di un martelletto. L'uscita di scena di Donald Trump dalla prima riunione del Board of Peace avviene sulle note della canzone dei Village People 'Ymca'.
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