Politica
17 febbraio, 2026Alle 13:30 le comunicazioni sulla presenza italiana nell'organo voluto (e dominato) da Trump. Le opposizioni presentano una risoluzione unitaria contro la partecipazione. E dopo il "no" di Merz, dovrebbe essere il ministro degli Esteri a rappresentare l'Italia alla prima riunione del Board
Salvo sorprese, oggi - 17 febbraio - Antonio Tajani ufficializzerà la partecipazione dell’Italia al Board of peace per Gaza. Una partecipazione ma da “osservatori”, per evitare di incappare in profili di incostituzionalità. Di fronte ai niet dei principali Paesi europei, l’Italia sceglie invece di esserci. Dei Ventisette Stati europei hanno aderito organicamente solo l’Ungheria di Viktor Orbán e Bulgaria.
Resta da capire chi andrà giovedì 19 febbraio a Washington, per la prima riunione del Board creato (e dominato) da Donald Trump. Giorgia Meloni avrebbe aspettato fino all’ultimo prima di ufficializzare la propria presenza, ma l’assenza del cancelliere tedesco Friedrich Merz l’avrebbe spinta a rinunciare al viaggio - sarebbe stata l’unica leader Ue - e a mandare, invece, proprio Tajani: "Vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la Commissione europea - ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri -. Lo facciamo perché abbiamo già dato molto per Gaza e continueremo a farlo, siamo tra i Paesi al mondo che ha dato di più”. Insieme all’Italia, dovrebbero partecipare come osservatori anche Grecia, Romania e Cipro.
Le opposizioni, com’è noto, sono contrarie alla partecipazione dell’Italia all’organo di Trump - che non è stato architettato all’interno del perimetro delle Nazioni Unite - e si trovano compatte a firmare una risoluzione appoggiata da Pd, M5s, Avs, +Europa, Iv e anche Azione. In cui si chiede di non aderire “in qualunque forma" e a non contribuire finanziariamente, per non legittimare "un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall'articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell'Onu che va rafforzato e sostenuto”.
Intanto oggi andrà in scena lo scontro politico. Prima alla Camera, dove dalle 13:30 interverrà Tajani per delle comunicazioni e dove ci sarà dibattito parlamentare e voto sulle risoluzioni; dalle 16:30, invece, al Senato per un’audizione di fronte alle commissioni Esteri e Difesa.
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