Mondo
20 febbraio, 2026Un funzionario del Pentagono ha aggiunto al New York Times che le forze americane sarebbero maggiormente a rischio se fosse Washington a dare inizio all'attacco, e non Israele. Secondo i media Usa, un'eventuale operazione militare potrebbe durare settimane
Sale alle stelle la tensione in Medio Oriente, con i venti di guerra in Iran che di ora in ora si fanno sempre più intensi. Dopo le indiscrezioni di questi giorni su un possibile attacco americano contro la Repubblica islamica, centinaia di soldati statunitensi sono stati evacuati dalla base militare di Al Udeid in Qatar e da quella in Bahrein. Lo scrive il New York Times citando fonti anonime del Pentagono. Un alto funzionario del dipartimento della Guerra Usa ha aggiunto che le forze americane sarebbero maggiormente a rischio se fossero gli Stati Uniti a dare inizio all'attacco, e non Israele.
L’ultimo avvertimento dal sapore di minaccia, Donald Trump l’ha lanciato durante la conferenza stampa seguito allo stop della Corte suprema ai dazi: "Farebbero meglio a negoziare un accordo giusto. Le persone dell’Iran sono molto diverse dai leader - ha precisato - ed è una situazione molto, molto triste”.
Secondo una serie di ricostruzioni che si sono rincorse in questi ultimi giorni, mentre a Ginevra continuano i (difficili) colloqui tra Washington e Teheran, la pianificazione militare statunitense contro l’Iran avrebbe già raggiunto una fase avanzata. Le opzioni, secondo molti media americani, includono l'attacco mirato a singoli individui e persino il tentativo di un cambio di regime a Teheran, se ordinato da Trump.
Queste e altre ipotesi rappresentano l’ultimo segnale di un possibile irrigidimento della postura statunitense nei confronti dell’Iran, nel caso in cui il canale diplomatico dovesse definitivamente arenarsi. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da Reuters, per la prima volta emergono indiscrezioni su preparativi militari statunitensi orientati a uno scenario di conflitto esteso.
L’agenzia di stampa britannica ha riferito che il Pentagono starebbe valutando un’operazione di durata non limitata a singoli raid, ma articolata su più settimane. Tra gli obiettivi presi in considerazione figurerebbero apparati di sicurezza iraniani e infrastrutture legate al programma nucleare di Teheran.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Glovalizzazione - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 febbraio, è disponibile in edicola e in app



