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21 febbraio, 2026Il giornale statunitense ha raccontato di aver visionato alcuni documenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna, in cui si racconta del caso di un altro cittadino americano ucciso dall'Homeland Security Investigations. Gli avvocati della famiglia: "Testimonianze oculari non coerenti"
Un’altra auto circondata, un altro cittadino statunitense colpito a morte da un agente anti-immigrazione. Ma questa volta non c’erano video virali, né proteste. E soprattutto, per quasi un anno, non era chiaro che a sparare fosse stato un uomo dell’Ice. Il 15 marzo 2025, intorno alle 00:40, Ruben Ray Martinez, 23 anni, è stato ucciso a South Padre Island, in Texas. Secondo documenti interni dell’Immigration and Customs Enforcement resi pubblici solo questa settimana e visionati dal New York Times, un agente dell’Homeland Security Investigations (Hsi) - il ramo investigativo del Dipartimento per la Sicurezza Interna - avrebbe aperto il fuoco contro il giovane dopo un ordine non ascoltato di uscire dall’auto.
la morte di Ruben ray martinez
All’epoca, i media locali erano rimasti generici: si trattava, secondo loro, di una sparatoria condotta da un agente delle forze dell’ordine. Non era stato specificato quale agenzia fosse coinvolta. I rapporti interni chiarirebbero ora che l'Ice stava assistendo la polizia locale nella gestione del traffico vicino a un incidente stradale, quando una Ford blu si è avvicinata all’area.
Martinez avrebbe inizialmente ignorato le istruzioni, per poi rallentare e fermarsi. Gli agenti avrebbero circondato il veicolo e ordinatogli di uscire. A quel punto - secondo la versione dei federali - il 23enne avrebbe accelerato investendo un agente, finito sul tetto dell’auto. Un suo collega avrebbe quindi sparato più volte attraverso il finestrino lato guida. Martinez è morto poco dopo in ospedale a Brownsville.
la madre di martinez e la richiesta degli avvocati
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna, riporta il New York Times, ha definito l’episodio un atto di legittima difesa: l’agente avrebbe “sparato colpi difensivi per proteggere sé stesso, i colleghi e il pubblico” dopo che il conducente aveva “travolto” un agente speciale. L’agente investito è stato dimesso con una ferita al ginocchio.
Ma la famiglia contesta la ricostruzione. La madre, Rachel Reyes, ha descritto il figlio al Times come “un bravo ragazzo”, senza precedenti penali, impiegato in un magazzino Amazon a San Antonio, in vacanza per il compleanno con un amico d’infanzia. Gli avvocati parlano di testimonianze oculari non coerenti con il rapporto governativo e chiedono “un’indagine piena e imparziale”, anche sul perché agenti federali dell’immigrazione fossero presenti in un’operazione di gestione del traffico locale.
le uccisioni dell'ice negli Stati Uniti
Il caso Martinez precede di mesi le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis, anch’esse attribuite ad agenti federali dell’immigrazione e finite al centro di proteste nazionali dopo la diffusione di video girati dai passanti. Nel caso texano, invece, non è emerso alcun filmato.
Secondo il New York Times, Martinez sarebbe almeno il terzo cittadino statunitense ucciso da agenti federali dell’immigrazione dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump. Dal settembre scorso, gli agenti federali avrebbero sparato contro veicoli almeno dieci volte in sei città diverse: due episodi sono stati fatali. Le linee guida del Dipartimento per la Sicurezza Interna stabiliscono che la forza letale può essere usata solo in presenza di “una minaccia imminente di morte o gravi lesioni” e che gli agenti dovrebbero evitare di mettersi in posizioni in cui l’uso delle armi diventi l’unica opzione. L’indagine sulla morte di Martinez è affidata ai Texas Rangers ed è ancora in corso. “Da un anno chiediamo solo giustizia”, ha dichiarato la madre in un comunicato diffuso dai legali. “Ora il Paese è in crisi e, purtroppo, altre famiglie stanno vivendo quello che abbiamo vissuto noi”.
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