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26 febbraio, 2026I funzionari statunitensi saranno presenti per un giorno in diverse località, tra cui Efrat e Ramallah. Se Trump si è sempre detto contrario all'annessione della West Bank, questo è un cambio di passo significativo. Che non altera formalmente lo status dei territori, ma che va avanti in un processo di legittimazione
L’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme offrirà servizi consolari anche in Cisgiordania. Lo annunciano l’ambasciata stessa e il mistero degli Esteri israeliano. “Nell’ambito della nostra iniziativa Freedom 250 e degli sforzi dell’Ambasciata degli Stati Uniti per raggiungere tutti gli americani, i funzionari consolari forniranno servizi ordinari per il passaporto a Efrat venerdì 27 febbraio, seguiti da ulteriori iniziative nei prossimi mesi a Ramallah, Beitar Illit, Haifa, Gerusalemme, Netanya e Beit Shemesh. Saremo presenti in ciascuna località per un solo giorno! Restate sintonizzati per ulteriori informazioni su come fissare un appuntamento in ciascuna di queste località”. Recita il tweet dell’account ufficiale dell’ambasciata Usa a Gerusalemme.
Un servizio ad hoc che per la prima volta si sposta fino alla Cisgiordania che di fatto è illegalmente occupata fin dal 1967, quando Israele ha occupato militarmente l’area che ancora oggi controlla in buona parte. Sono 700 mila gli israeliani attualmente in Cisgiordania.
Il ringraziamento del governo di Benjamin Netanyahu arriva con un tweet del ministero degli Esteri israeliano. “Accogliamo con favore la storica decisione dell'ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme di estendere i servizi consolari ai cittadini americani in Giudea e Samaria. Grazie @USAmbIsraele per aver reso le relazioni tra Israele e gli Stati Uniti più vicine e più forti che mai” recita il post su X.
Il 9 febbraio scorso il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres aveva espresso “forte preoccupazione” riguardo il rafforzamento del controllo di Israele sul territorio della Cisgiordania. Più che un’iniziativa amministrativa, quella dell’ambasciata Usa è un atto simbolico. Portare servizi consolari in Cisgiordania significa normalizzare, almeno sul piano pratico, la presenza israeliana nei territori occupati. Se Donald Trump si è sempre detto contrario all'annessione della Cisgiordania a Israele, quello di oggi è un cambio di passo significativo, che non altera formalmente lo status dei territori, ma che va avanti in un processo di legittimazione simbolica.
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