Mondo
27 febbraio, 2026Washington schiera un'unità navale nel Mediterraneo orientale ed esorta i cittadini statunitensi presenti nel Paese a "considerare la partenza finché i voli commerciali restano operativi". La Cina ai suoi cittadini in Iran: "Evacuate il prima possibile"
Gli Stati Uniti hanno autorizzato la partenza del personale non essenziale e dei familiari dei dipendenti governativi dalla loro ambasciata a Gerusalemme, invitando contestualmente i cittadini americani a riconsiderare i viaggi in Israele e a valutare l’uscita dal Paese finché sono disponibili collegamenti commerciali. Appena ieri - 26 febbraio - l’ambasciata Usa di Gerusalemme aveva annunciato che avrebbe iniziato a offrire servizi di consolato anche in Cisgiordania. Un annuncio “storico”, come lo aveva definito in un post su X il ministero degli Esteri israeliano.
In un aggiornamento dell’avviso di viaggio, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha motivato la decisione con rischi per la sicurezza, precisando che la misura riguarda il personale non essenziale della "Mission Israel" e dei loro familiari. L’ambasciata ha inoltre avvertito che, in risposta a eventuali sviluppi sul piano della sicurezza, potrebbe imporre ulteriori restrizioni o divieti di spostamento per i propri dipendenti in alcune aree di Israele, nella Città Vecchia di Gerusalemme e in Cisgiordania. Nel dettaglio, l’avviso diffuso dall’ambasciata invita a: "Riconsiderare i viaggi verso Israele a causa di terrorismo e disordini civili Cisgiordania".
Washington ha esortato i cittadini statunitensi presenti nel Paese a "considerare la partenza finché i voli commerciali restano operativi", segnalando la possibilità di un rapido deterioramento del quadro della sicurezza. Una decisione di rilievo in un contesto, come quello attuale, di grande tensione regionale. Nel frattempo gli Stati Uniti rafforzano la propria posizione militare in Medio Oriente anche con il dispiegamento nel Mediterraneo orientale del gruppo da battaglia della portaerei Uss Gerald R. Ford, la più grande unità navale al mondo, in vista di un possibile attacco contro l'Iran.
La reazione di Pechino
Una mossa che scatena reazioni anche a Pechino, che ha consigliato ai cittadini cinesi attualmente in Iran "di rafforzare le misure di sicurezza e di evacuare il prima possibile". Lo ha affermato il ministero degli Esteri cinese, che parla di un "significativo aumento dei rischi per la sicurezza esterna" dato che il Paese è esposto a ripetute minacce di attacchi da parte degli Stati Uniti. "Alla luce dell'attuale situazione di sicurezza in Iran, il ministero degli Esteri cinese e le ambasciate e i consolati cinesi in Iran ricordano ai cittadini cinesi di evitare per il momento di recarsi in Iran", ha aggiunto il ministero cinese.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Ghali, l'Italia s'è desta - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 27 febbraio, è disponibile in edicola e in app



