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3 febbraio, 2026Dal palco del World Government Summit, il premier spagnolo annuncia una politica di "tolleranza zero verso ogni coercizione dalle grandi piattaforme". Il divieto di accesso sui social network suona come una rivoluzione digitale
Social media, disinformazione e rischi per la sicurezza digitale. Il premier spagnolo punta tutto su piattaforme più sicure e attacca Elon Musk per la sua campagna “di disinformazione su una decisione sovrana del mio governo”. Dal palco del World Government Summit di Dubai il premier spagnolo Pedro Sánchez annuncia nuove misure restrittive per l’uso dei social da parte degli adolescenti e lancia l’accusa al magnate sudafricano. “La scorsa settimana il proprietario di X, nonostante sia lui stesso un emigrante, ha utilizzato il suo account personale per amplificare la disinformazione su una decisione sovrana del mio governo: la regolarizzazione di 500 mila emigranti”. Non lo nomina, ma ricorda che X "è la stessa piattaforma che ha consentito alla sua intelligenza artificiale Grok di generare contenuti sessuali illegali". Niente sconti anche per Instagram, accusata di spiare milioni di utenti di Android in tutto il mondo, e Facebook “utilizzata per centinaia di campagne di disinformazione durante le elezioni nazionali e regionali", spiega il primo ministro.
Isolamento, dipendenza, minacce alla sicurezza digitale e reale. Presto per gli under 16 spagnoli i social resteranno off limits. "Le reti sociali sono diventate uno Stato fallito - spiega Sánchez - dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati”. Una dura lotta agli abusi delle grandi piattaforme digitali che tiene come orizzonte quello di creare un ambiente digitale sicuro. Come? Forzando le piattaforme a implementare sistemi di verifica effettiva dell'età: una misura prevista nel progetto di legge di protezione dei minori negli ambienti digitali, approvato dal governo e attualmente all'esame del Congresso spagnolo.
Non è il primo caso in Europa. Anche Francia e Portogallo hanno vietato l’accesso ai social ai minori di 15 anni. I dirigenti delle piattaforme che non rimuovono contenuti contrari alla legge e che incitano all'odio saranno legalmente responsabili, nell’ottica di una "tolleranza zero verso qualunque forma di coercizione”. Al proposito, spiega il primo ministro spagnolo, verrà classificata come reato la manipolazione degli algoritmi e l'amplificazione di contenuti illegali.
Nel mirino, le possibili violazioni da parte di Grok, TikTok e Instagram, già sotto esame della Commissione europea per il caso della diffusione di milioni di immagini di donne sessualizzate.
Sànchez si trova a Dubai per il vertice internazionale di capi di Stato e governo di una trentina di Paesi, dove ha presentato il fondo sovrano spagnolo "Espana Crece". Letteralmente, “La Spagna Cresce”.
Secondo quanto anticipato dallo stesso Sánchez nei giorni scorsi, il fondo sarà gestito dall'Istituto di Credito Ufficiale e disporrà inizialmente di 10,5 miliardi di euro provenienti dai fondi europei Next Generation non ancora utilizzati. L'obiettivo del governo spagnolo è mantenere il livello degli investimenti pubblici oltre il 2026, quanto terminerà il programma europeo post-pandemia, e mobilitare fino a 120 miliardi di euro complessivi attraverso capitali privati nazionali e internazionali.
Fondi sovrani, sicurezza digitale e benessere degli adolescenti, online e offline. L’alt agli under 16 sui social network suona come una rivoluzione digitale. Ma qual è l’impatto reale dei social sugli adolescenti?
A tracciare un quadro, i dati riportati dal Cna del progetto "Mutamenti internazionali e benessere" (MiB), avviato nel 2024 dal Gruppo di ricerca MUSA. Secondo il report, la tendenza a monitorare il cellulare costantemente anche quando si è in compagnia per verificare la presenza di notifiche di varia natura è ormai diffusa, al punto che solo un giovane su tre ne è estraneo. Solo il 26,1% del campione considerato riesce a resistere alla tentazione di utilizzare i social media un giorno o più, mentre l’8,7% riesce a non cedere al richiamo di accedere allo schermo al massimo per qualche minuto, il 15,3% per un’ora e il 49,8% fino a mezza giornata. Una dipendenza con effetti ben precisi: dopo tanto tempo trascorso sui social media si producono precise sensazioni: stanchezza (37,8%; 43,7% ragazze e 33,9% ragazzi) e senso di isolamento (14,2%), si è quindi soggetti a sbalzi d’umore (13,3%) e confusione (12,2%).
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