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5 febbraio, 2026"Alcuni leader hanno scelto di dar loro la caccia e deportarli attraverso operazioni illegali e crudeli. Il mio governo ha scelto una strada diversa: una procedura semplice e veloce per regolarizzare il loro status di immigrati"
"Mezzo milione di persone fondamentali per la quotidianità di ognuno". Pedro Sánchez definisce così i migranti recentemente regolarizzati. In un editoriale pubblicato sul New York Times, il premier spagnolo ha spiegato come mai - secondo lui - l'Occidente ha bisogno di loro. "Si prendono cura di genitori anziani, lavorano in piccole e grandi società, raccolgono il cibo che sta in tavola", ha scritto.
Secondo il premier spagnolo, non sarebbero soltanto lavoratori ma anche tasselli del tessuto sociale. "Sono parte della nostra comunità". Sánchez ha poi posto l'attenzione su un aspetto fondamentale che differenzia questo mezzo milione di persone dalle altre: "Non hanno i documenti legali per vivere qui - fa notare - per questo, non hanno gli stessi diritti dei cittadini del vostro Paese e non possono rispettare gli stessi obblighi".
la soluzione di Sanchez
"Alcuni leader hanno scelto di dar loro la caccia e deportarli attraverso operazioni illegali e crudeli". Il riferimento, implicito, è alle politiche della destra europea e di quella trumpiana negli Stati Uniti. "Il mio governo ha scelto una strada diversa: una procedura semplice e veloce per regolarizzare il loro status di immigrati". Il mese scorso, infatti, il governo Sànchez ha approvato un decreto per permettere alle persone senza cittadinanza spagnola di ottenere permessi di soggiorno temporanei, rinnovabili dopo un anno.
"Lo abbiamo fatto per due motivi. Il primo e più importante è quello morale. La Spagna era un tempo una nazione di emigranti. I nostri nonni, genitori e figli si sono trasferiti in America e altrove in Europa in cerca di un futuro migliore". Secondo Sánchez, ora che la situazione si sarebbe "ribaltata", è giusto che la Spagna diventi "la società accogliente e tollerante che i nostri parenti avrebbero sperato di trovare".
La seconda ragione alla base della politica di accoglienza spagnola sarebbe perché "l'Occidente ha bisogno di persone". "A meno che non abbraccino la migrazione, sperimenteranno un forte declino demografico che impedirà loro di mantenere a galla le loro economie e i servizi pubblici. Il loro prodotto interno lordo ristagnerà".
Le sfide spagnole
"Non sarà facile - avverte il premier - ma è importante rendersi conto che la maggior parte di queste sfide non ha nulla a che fare con l'etnia, la razza, la religione o la lingua dei migranti". Sánchez sottolinea inoltre come molti cittadini spagnoli abbiano incentivato la campagna di regolarizzazione. "È cominciata come un'iniziativa guidata dai cittadini e approvata da più di 900 organizzazioni non governative (...). Quasi due spagnoli su tre credono che la migrazione rappresenti un'opprtunità o una necessità per il nostro Paese".
La risposta alla filosofia Maga
Nel proseguire il suo intervento, il premier approfitta per rispondere alle accuse della destra americana (e non solo). "I leader in stile Maga possono dire che il nostro Paese non può gestire l'accoglienza di così tanti migranti, che questa è una mossa suicida - sottolinea -. Ma la Spagna è in piena espansione. Per tre anni di fila, abbiamo avuto l'economia in più rapida crescita tra i più grandi paesi d'Europa". Sànchez ricorda come il governo sia stato in grado di creare nuovi posti di lavoro, tanto da fare scendere la disoccupazione sotto il 10% per la prima volta in quasi vent'anni. "Questa prosperità è il risultato del duro lavoro dei cittadini spagnoli, dello sforzo collettivo dell'Ue e di un'agenda inclusiva che vede i migranti come partner necessari".
"Ciò che funziona per noi non funziona per gli altri"
"Ciò che funziona per noi non può funzionare per gli altri", avverte il primo ministro. Ma il primo passo dei governi europei per evitare di "diventare società chiuse e impoverite", sarebbe quello di "parlare chiaramente ai loro cittadini del dilemma che tutti noi affrontiamo". "I governi possono aderire alla logica dell’estrema destra e ripiegarsi su isolamento, scarsità, egoismo e declino. Oppure possono sfruttare le stesse forze che, non senza difficoltà, hanno permesso alle nostre società di prosperare per secoli. Per me, la scelta è chiara - conclude Sanchez - E, per il bene della nostra prosperità e della dignità umana, spero che molti altri facciano lo stesso."
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