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9 febbraio, 2026Il cantante portoricano ha intrattenuto il pubblico del Levi's stadium con un halftime show all'insegna della diversità e dell'inclusione. E la Casa Bianca non ha gradito
Al Super Bowl, la partita si è giocata anche sui social. Donald Trump ha attaccato duramente l’half time show - l'iconico spettacolo che intrattiene il pubblico durante l'intervallo - prendendosela con Bad Bunny, protagonista musicale della finale della National Football league. Il rapper portoricano ha trasformato ancora una volta il proprio spettacolo in un messaggio politico e culturale. Proprio come aveva fatto la settimana scorsa in occasione dei Grammy Music Awards, quando dal palco aveva lanciato un messaggio contro la polizia anti-immigrazione della Casa Bianca. La risposta del presidente è arrivata poche ore dopo, con toni durissimi.
Dal palco del Levi’s Stadium, Bad Bunny ha lanciato un appello all’unità del Paese: "Assieme siamo l’America, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore". Un messaggio presente durante tutto il suo show, costruito attorno alle sue radici latinoamericane, alla vita quotidiana delle comunità migranti e all’idea di un Paese basato sulla diversità. Alla fine della sua performance sul maxischermo è apparsa la frase “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”, a chiusura della performance.
Trump, che ha seguito la partita da Mar-a-Lago, non ha gradito. Sul suo social Truth ha scritto: "È stato lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all’America. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini". Indecente, secondo lui, la scelta della Nfl di aver messo al centro della scena un cantante che si esibisce quasi esclusivamente in lingua spagnola.
La polemica era nell’aria già prima del match. Trump aveva fatto sapere che avrebbe disertato l’evento, ufficialmente per la distanza dalla West Coast, ma anche per la scelta dell’half time show. In alternativa, aveva annunciato che avrebbe seguito in streaming un concerto pro-Maga del rocker Kid Rock, organizzato da Turning Point Usa di Charlie Kirk.
Bad Bunny arrivava al Super Bowl forte di tre Grammy vinti pochi giorni prima, compreso quello per Best Album. Sul palco ha portato un frammento della sua “Casita Rosa”, ricreando un villaggio popolato da star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, accanto a persone comuni. Una taqueria di Los Angeles, un social club portoricano di Brooklyn, una coppia che ha celebrato il matrimonio in diretta. Vestito con una tuta disegnata per lui da Zara, l’artista ha elencato i nomi di tutti i Paesi del Nord e del Sud America, chiudendo con un "God Bless America", dal significato unitario.
Non a caso, nei giorni precedenti, l'ormai celebre segretaria alla Homeland Security Kristi Noem aveva insinuato: "Penso che al Super Bowl dovrebbero venire solo cittadini rispettosi della legge che amano questo Paese". Parole che avevano alimentato timori nella popolazione di Santa Clara, dove una larga parte dei residenti è nata fuori dagli Stati Uniti. Dopo giorni di discussioni sul tema, la Nfl ha poi smentito la presenza di pattuglie dell’Ice.
i risultati sportivi
Sul piano sportivo la serata ha avuto un esito chiaro. I Seattle Seahawks hanno dominato i New England Patriots, imponendosi per 29 a 13.
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