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13 marzo, 2026Il ministero della Difesa di Ankara ha spiegato che il proiettile è stato neutralizzato dai sistemi di difesa missilistica Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale
Continua lo scontro in Medio Oriente tra Usa e Israele da una parte e Iran dall'altra. Venerdì 13 marzo un gruppo di manifestanti pro regime ha marciato per le strade di Teheran, mentre la città veniva colpita da un raid. Durante le manifestazioni per la giornata di Al Quds, evento a sostegno della causa palestinese, una forte esplosione ha colpito una piazza della capitale. Secondo i media iraniani, il bilancio per il momento è di almeno una vittima. L’emittente statale Press Tv riferisce che si tratta di una donna, definita una “madre iraniana”, rimasta colpita dalle schegge. La televisione di Stato ha mostrato immagini di dense colonne di fumo che si alzano sopra la città. Secondo le autorità di Teheran, si sarebbe trattato di un bombardamento congiunto di Stati Uniti e Israele. L'esercito israeliano in quelle ore ha confermato di aver lanciato una "vasta ondata" di attacchi sulla capitale iraniana.
L’esplosione è avvenuta vicino al luogo in cui si stavano radunando i partecipanti alle manifestazioni. Tra i presenti, secondo diversi media, c’erano anche alti funzionari del regime, tra cui il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani, il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica Mohammad Eslami e il comandante della polizia Ahmad-Reza Radan.
Video diffusi dai media statali mostrano manifestazioni non solo a Teheran, ma anche a Khorramabad, Esfahan, Golestan, Yazd, Mashhad e nella città sud-orientale di Zahedan. I partecipanti sventolavano bandiere e portavano ritratti della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, appena succeduto al padre Ali Khamenei.
Come già negli scorsi giorni, i manifestanti hanno scandito slogan contro Stati Uniti e Israele e hanno bruciato effigi del presidente americano Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Il missile sulla Turchia
Nelle stesse ore la Nato ha intercettato un missile balistico iraniano diretto verso la Turchia. È il terzo episodio simile nelle ultime settimane.
“Questa mattina la Nato ha nuovamente intercettato con successo un missile balistico iraniano”, ha fatto sapere una portavoce dell’Alleanza, sottolineando che l’organizzazione “rimane vigile e ferma nella difesa di tutti gli Alleati”.
Il ministero della Difesa turco ha spiegato che il proiettile, entrato nello spazio aereo del Paese, è stato neutralizzato dai sistemi di difesa missilistica dispiegati nel Mediterraneo orientale.
“Adottiamo con decisione e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese”, ha affermato Ankara, aggiungendo che sono in corso consultazioni per chiarire l’incidente.
Le dichiarazioni americane
Da Washington arrivano intanto parole durissime. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha attaccato acnora una volta la leadership iraniana. “I leader iraniani sono disperati e si nascondono. Sono andati sotto terra, rannicchiati. Come fanno i ratti”, ha detto in conferenza stampa. Secondo Hegseth, la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei sarebbe “ferito e probabilmente sfigurato”, per questo avrebbe deciso di non mostrarsi nemmeno nel suo primo messaggio al popolo iraniano. “Sappiamo che la cosiddetta, non così suprema guida è ferita e probabilmente sfigurata”, ha dichiarato, definendo “debole” il messaggio diffuso giovedì 12 marzo da Teheran.
“Suo padre è morto. È spaventato, ferito, in fuga e manca di legittimità. È il caos per loro”, ha aggiunto, sostenendo che le capacità militari del regime “si stanno sgretolando con il passare delle ore”. Il segretario alla Difesa ha anche minimizzato l’impatto degli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. “Come il mondo intero sta osservando, nello stretto di Hormuz stanno manifestando pura disperazione: una situazione che stiamo gestendo e che stiamo gestendo ormai da tempo. Non c'è motivo di preoccuparsene”.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un’ulteriore escalation militare. In un’intervista a Fox ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno “molto duramente l'Iran nel corso della prossima settimana”. Trump ha aggiunto che Washington sarebbe pronta anche a scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, se necessario. Intanto i Paesi europei stanno cercando di evitare una crisi nel traffico marittimo del Golfo.
Secondo il Financial Times, Francia e Italia avrebbero avviato contatti con Teheran per negoziare un accordo che garantisca il passaggio sicuro delle loro navi nello Stretto.
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