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14 marzo, 2026Articoli correlati
Il fronte a Nord dello Stato ebraico è sempre più caldo e ora l'esercito israeliano si starebbe preparando a una nuova invasione. Macron prova a trattare e invita le parti in causa a Parigi
Il Libano è uno dei tanti fronti che sono (ri)esplosi in questi ultimi giorni di guerra in Medio Oriente. Finora, i morti nel Paese dei cedri a causa dei raid israeliani sono almeno 600 e oltre 120 mila gli sfollati. Un’emergenza umanitaria che potrebbe allargarsi nei prossimi giorni, quando Tel Aviv potrebbe avviare una nuova e massiccia invasione oltre il suo confine Nord.
Secondo quanto scrive Axios, che cita funzionari americani e israeliani, l’Idf starebbe pianificando di estendere la sua operazione di terra a Sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah. "Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza", ha dichiarato un alto funzionario israeliano al giornalista Barak Ravid, facendo riferimento alla demolizione degli edifici che, secondo Israele, Hezbollah utilizzerebbe per immagazzinare armi e lanciare attacchi. Si tratterebbe della pià grande invasione di terra da parte dell'Idf dal 2006 e potrebbe portare a una prolungata occupazione del Sud del Libano.
Sempre secondo Axios, l’amministrazione Trump sarebbe favorevole a una vasta operazione militare israeliana contro Hezbollah con l’obiettivo di disarmare il movimento sciita, pur chiedendo che vengano limitati i danni alle istituzioni e allo Stato libanese. Washington spingerebbe inoltre per l’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano per raggiungere un accordo complessivo tra i due Paesi.
Intanto, mentre continuano i preparativi per una nuova operazione di terra, ieri - 13 marzo - un attacco israeliano contro un centro di assistenza sanitaria di base nel Sud del Libano ha ucciso almeno 12 operatori sanitari, come affermato il ministero della Salute. In una nota si parla di un “raid aereo israeliano che ha preso di mira il centro di assistenza sanitaria di base della città di Burj Qalawiya” e “12 medici, paramedici e infermieri sono stati uccisi e un operatore sanitario è rimasto ferito”. Il ministero ha affermato che l'attacco è stato “il secondo contro il settore sanitario in poche ore”, dopo un attacco a Sawaneh che ha ucciso due paramedici affiliati a Hezbollah e al suo alleato Amal.
Per cercare di ridurre l’escalation in Libano è sceso in campo in prima persona il presidente francese Emmanuel Macron, che ha invitato Israele ad accettare "la disponibilità dell'esecutivo libanese ad avviare colloqui diretti", ai quali "tutte le componenti della società devono essere rappresentate", e offre di "ospitarli a Parigi”. "Ho parlato ieri con il presidente Aoun, il primo ministro Salam e il presidente del parlamento Berri. Bisogna fare tutto il possibile affinché il Libano non precipiti nel caos", scrive il presidente francese su X. "Hezbollah deve fermare immediatamente l'escalation del conflitto. Israele deve abbandonare la sua offensiva su larga scala e cessare i massicci raid aerei, soprattutto considerando che centinaia di migliaia di persone sono già fuggite dai bombardamenti", aggiunge.
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