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16 marzo, 2026Si tratta del primo collasso completo del sistema elettrico nel 2026. Il guasto parziale del 4 marzo scorso aveva già provocato la caduta della rete in due terzi del Paese e lo scoppio di rivolte popolari in strada
L’intera isola di Cuba è stata colpita da un blackout elettrico. Lo ha annunciato la compagnia elettrica statale Union Nacional Electrica de Cuba parlando di un “blocco completo della rete elettrica nazionale” e comunicando l’avvio dei lavori per ripristinare l’erogazione di energia elettrica. La disconnessione completa ha interessato tutto il Paese caraibico nello stesso momento: come un interruttore che si spegne. L’avviso, diffuso con poche righe sul canale Telegram della compagnia elettrica dell’Avana, segnala l’avvio dei protocolli di ripristino ma le cause restando ancora senza spiegazioni ufficiali.
Un’interruzione improvvisa dopo oltre due mesi dall'inizio dell'embargo energetico imposto dagli Stati Uniti che sta soffocando l'isola e i suoi abitanti. “È stato come uno spegnersi, riaccendersi e spegnersi di nuovo”, racconta una residente del quartiere della capitale ai microfoni dei media locali. Si tratta del primo collasso totale del sistema elettrico nel 2026. Il 4 marzo scorso un guasto alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas, aveva già provocato la caduta della rete in due terzi del Paese. Il ripristino era stato difficile per la carenza di carburante, necessario ad alimentare i microsistemi locali. Il blackout arriva dopo giorni di proteste contro i lunghi tagli di corrente. A Morón, nella provincia di Ciego de Ávila, decine di persone erano già scese in piazza in segno di protesta nelle scorse settimane.
Nel frattempo l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis si prepara alla partenza di martedì per Cuba: sarà parte della missione umanitaria Let Cuba Breathe, promossa dall’associazione italiana Aicec. L’iniziativa si inserisce nel quadro del Nuestra América Convoy, una mobilitazione internazionale e internazionalista di solidarietà con Cuba, alla quale prenderanno parte organizzazioni e attivisti da tutto il mondo per sfidare l’embargo. “La missione ha lo scopo di portare medicinali e aiuti umanitari al popolo cubano, duramente colpito dalle gravi conseguenze dell'embargo imposto dagli Stati Uniti. Salis partirà per Cuba il 17 marzo e farà rientro in Italia il 21 marzo, in tempo per partecipare al voto referendario nel suo Paese”, si legge nella nota della delegazione di Sinistra Italiana all’Eurocamera.
Sul dossier cubano, poche ore prima del blackout, è intervenuto anche il presidente americano Donald Trump. “Credo che molto presto o stringeremo un accordo, o faremo tutto ciò che dobbiamo fare”, ha detto ai giornalisti domenica, a bordo dell’Air Force One di ritorno dalla Florida. “Stiamo parlando con Cuba, ma ci occuperemo dell'Iran prima di Cuba”, ha aggiunto.
Dal Messico la presidente Claudia Sheinbaum intanto conferma che il suo Paese continuerà a sostenere Cuba contro il blocco economico. “Stanno soffrendo i nostri fratelli, ed è un popolo vicino”, ha dichiarato, riferendosi alle recenti restrizioni. La leader ha inoltre sottolineato che l’aiuto prescinde dalle opinioni politiche: “Qualcuno dice di non essere d'accordo con il governo dell'isola. Va bene, ma questo non deve far soffrire il popolo”.
Intanto L'Avana corre ai ripari. Il vice primo ministro Óscar Pérez-Oliva ha annunciato che Cuba permetterà ai propri cittadini residenti all’estero di investire nel settore privato dell’isola, misura che sarà presentata insieme alla strategia economica varata dal governo per affrontare la grave crisi che colpisce il Paese. Pérez-Oliva ha affermato che in questa nuova fase Cuba intende "mantenere una relazione commerciale fluida con le imprese statunitensi". Negli Stati Uniti vive la più numerosa e attiva comunità di cubani all'estero: una riserva di capitali più che preziosa per l'isola.
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