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4 marzo, 2026I presidenti della Francia e del Consiglio europeo hanno sentito il premier spagnolo per esprimergli vicinanza, dopo che il tycoon ha minacciato di "bloccare gli accordi commerciali" con la Spagna
Parigi e Bruxelles si schierano al fianco di Pedro Sánchez. Il presidente francese Emmanuel Macron e Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, hanno espresso messaggi di solidarietà nei confronti del premier spagnolo, che nelle scorse ore ha subito minacce da parte di Donald Trump sul blocco degli scambi commerciali tra Madrid e Washington.
“Hanno detto che non possiamo usare le loro basi. Nessuno può dirci di non usarle. Non hanno certo una grande leadership”, aveva detto il presidente statunitense in riferimento all'atteggiamento di Sánchez dopo gli attacchi Israele-Usa contro l’Iran e all'escalation in Medio Oriente. Il primo a solidarizzare con il capo del governo spagnolo è stato Costa: "Ho appena parlato al telefono con il presidente Sanchez per esprimere la piena solidarietà dell'Ue alla Spagna. L'Ue garantirà sempre la piena tutela degli interessi dei suoi Stati membri. Riaffermiamo il nostro fermo impegno nei confronti dei principi del diritto internazionale e dell'ordine basato sulle regole in tutto il mondo”, ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo.
Anche Macron ha chiamato Sánchez, per esprimergli la “solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica di cui la Spagna è stata bersaglio ieri”, ha riferito a Bfm Tv una fonte dell’Eliseo.
Il ruolo della Germania nella crisi Usa-Spagna
Le parole di Trump sono arrivate a margine del bilaterale, alla Casa Bianca, con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Tanto che il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha espresso la "sorpresa" di Madrid per la postura avuta dalla Germania nell'occasione. "Gli ho trasmesso la nostra sorpresa per quelle parole", ha dichiarato Albares, a commento delle affermazioni di Merz sul fatto che la Spagna è l'unico Paese Nato a rifiutare di elevare la spesa militare al 5% del Pil. Interrogato su cosa pensasse del tema, Merz aveva anche detto: "È molto semplice. Cerchiamo di convincere la Spagna su questo 3-5% nel contesto della Nato. È l'unico Paese che non lo accetta".
Così, invece, Albares all'emittente Tve: "Quando si condivide con un Paese una moneta, una politica commerciale comune, un mercato comune ci si aspetta la stessa solidarietà che la Spagna ha avuto, ad esempio, con la Danimarca quando ci sono state minacce tariffarie" dell'amministrazione Trump "per i desideri di mettere in discussione l'integrità territoriale della Danimarca o della Groenlandia. O la solidarietà che la Spagna esprime con i Paesi del fianco Est. Da quando siamo al governo abbiamo conosciuto tre cancellieri: Merkel, Scholz e ora Merz. Non riesco a immaginare Merkel o Scholz fare dichiarazioni di questo tipo, c'era un altro spirito europeista".
Replicando alla "sorpresa" spagnola, il portavoce di Merz, Stefan Kornelius, ha aggiunto che "il cancelliere si è già pronunciato. E ha detto che sul commercio e sui dazi esiste una reazione unitaria dell'Ue. Questa è stata la reazione. In difesa della mancata reazione nello Studio Ovale, dove Merz non ha controbattuto alle minacce di Trump verso Madrid, ha aggiunto: "Noi vediamo in modo obiettivo che la Spagna non ha adempiuto alle aspettative dell'America. Ma questa è una valutazione degli Usa, non della Germania".
Il ringraziamento di Sánchez e lo slogan "No a la guerra"
Sánchez, nel frattempo, ha ringraziato "per le chiamate e i messaggi di supporto della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, del presidente francese, Emmanuel Macron, e di altri alleati europei". Sui social, il premier spagnolo ha rilanciato il suo slogan: "NO A LA GUERRA", in lettere maiuscole. "Sì al commercio, alla cooperazione e alla prosperità", ha aggiunto.
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