Mondo
4 marzo, 2026L’Artic Metagaz, che trasportava Gnl, è stata attaccata in acque internazionali. Finora nessuno ha rivendicato l'attacco. Il precedente di un'altra imbarcazione, la Qendil, colpita da droni ucraini a dicembre
Una nave russa che trasportava gas naturale liquefatto - l’Artic Metagaz - è stata colpita da droni mentre navigava nel Mediterraneo, al largo delle coste di Malta e a circa cento miglia dalla Sicilia. L’imbarcazione farebbe parte della cosiddetta "flotta ombra russa", sotto sanzioni di Stati Uniti e Regno Unito, e navigava verso Sud, con il radar spento, in direzione Libia. L’equipaggio è riuscito a mettersi in salvo. Dalle immagini che circolano online, scattate da altre navi cargo in zona, si vedono alte fiamme avvolgere la petroliera
Non si hanno certezze sull’autore dell’attacco, ma una serie di elementi punterebbero a Kiev. Mosca ne è certa: “Qualifichiamo quanto accaduto come un atto di terrorismo internazionale e pirateria marittima, una grave violazione delle norme fondamentali del diritto marittimo internazionale”, ha affermato il ministero degli Esteri russo, aggiungendo che la nave sarebbe stata attaccata in acque internazionali da un drone ucraino lanciato dalle coste della Libia. Il gestore della nave, la Llc Smp Techmanagement, è il più grande produttore russo di Gnl.
Non è la prima volta che una petroliera russa viene colpita nel Mediterraneo. A dicembre era stato il turno della Qendil, battente bandiera omanita. Il blitz era stato rivendicato dal Servizio di sicurezza ucraino (Sbu): "La Russia stava usando questa petroliera per eludere le sanzioni" e finanziare "la sua guerra contro l’Ucraina".
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