Mondo
4 marzo, 2026Chi per la neutralità, chi per l'aperta condanna e chi per il pieno supporto alla guerra scatenata da Trump e Netanyahu
Sette italiani su dieci sono contrari alla guerra in corso in Medio Oriente. Lo dicono i dati raccolti tra il 2 e il 3 marzo dal sondaggio Izi, azienda italiana di analisi e valutazioni economiche e politiche. Il 70% delle persone cui è stata chiesta una valutazione sull'attacco di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano ha risposto che si tratta di una grave violazione del diritto internazionale che provocherà una guerra con molte vittime.
Ma cosa racconta il dato sul 30% di favorevoli? Solo l'8% lo è convintamente, poiché in Iran vige un regime sanguinario che va abbattuto con ogni mezzo, mentre il 22% ritiene che l'intervento sia giustificato “ma che rischi di avere ripercussioni sulla stabilità della regione".
Su come il governo di Giorgia Meloni dovrebbe posizionarsi riguardo al conflitto i numeri raccontano una spaccatura: la linea della neutralità convince il 33% degli italiani che sostengono l'astensione da posizioni di aperto supporto o condanna, mantenendo il Paese estraneo al conflitto. Il 30% degli italiani ritiene corretta una posizione di condanna dell'intervento e il 28% pensa che il governo Meloni dovrebbe farsi promotore di un'iniziativa diplomatica sotto l'egida dell'Onu. Anche qui c’è un 8% di intervistati convinto che l'esecutivo dovrebbe dare pieno sostegno all'intervento contro l'Iran.
Per quanto riguarda gli scenari futuri l’opinione torna a essere unitaria. Sei su dieci italiani prevedono una guerra di lunga durata, con molti morti, distruzione e un esito ad oggi imprevedibile. Solo uno su dieci è convinto che potrà avviarsi un processo democratico in Iran, mentre il 15% pensa che non cambierà nulla e che rimarrà una continuità con il regime degli Ayatollah.
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