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5 marzo, 2026Articoli correlati
Il capo dell'esercito israeliano: "Distrutto l'80% delle difese aeree iraniane. Abbiamo ancora altre sorprese in serbo, che non intendo rivelare”
Non si ferma l’escalation in Medio Oriente. Mentre la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran entra nel suo sesto giorno, la tensione continua a salire. "Dopo aver completato con successo la fase di attacco a sorpresa, durante la quale abbiamo stabilito la superiorità aerea e neutralizzato la rete missilistica balistica, passiamo ora alla fase successiva dell’operazione - ha annunciato il capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano, Eyal Zamir -. Durante questa fase, continueremo a smantellare il regime iraniano e le sue capacità militari. Abbiamo ancora altre sorprese in serbo, che non intendo rivelare”. I raid israelo-americani avrebbero distrutto l’80% dei sistemi di difesa aerea dell’Iran, con lo Stato ebraico che avrebbe “raggiunto - sempre secondo il numero uno dell’Idf - una superiorità aerea pressoché totale nei cieli dell’Iran”.
"Ci prepariamo da tempo a questa guerra, le potenti forze armate iraniane stanno facendo in modo che diventi un pantano per chiunque scelga di intraprenderla - ha scritto invece il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X -. Abbiamo negoziato due volte con questa amministrazione statunitense. In entrambe le occasioni siamo stati attaccati nel mezzo dei colloqui. Ha la piena responsabilità dello spargimento di sangue”. In un'intervista all'Nbc, rispondendo a una domanda sul timore di una possibile invasione di truppe americane, il capo della diplomazia iraniana ha risposto: "No, le stiamo rispettando" perché "siamo sicuri di poterle affrontare e questo sarà un grande disastro per loro".
La tv di Stato iraniana ha anche dichiarato che Teheran avrebbe colpito con alcuni missili e droni la portaerei americana Lincoln, ma non si hanno ancora conferme.
Intanto lo Stretto di Hormuz e il Golfo di Oman sono state designate come “area operativa di guerra”. L’aggiornamento, si legge in una dichiarazione congiunta del settore marino, deriva da una "designazione di area ad alto rischio" da parte di sindacati e datori di lavoro marittimi il 2 marzo riflettendo "la continua e accresciuta minaccia per i marittimi e le navi che operano nella regione”.
Per ragioni di sicurezza, l’Italia ha deciso di chiudere temporaneamente l’ambasciata a Teheran e, come ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “il personale si trasferisce a Baku". "Si è appena conclusa la missione che ha" consentito il passaggio di "50 italiani" tra "diplomatici e un gruppo" di concittadini che voleva lasciare l'Iran di "passare il confine azero". Tajani ha ricordato che anche "altri Paesi" hanno chiuso le ambasciate, che "da tempo" era "già stata ridotta la presenza italiana" e che "non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, l'ambasciata a Teheran si trasferisce presso l'ambasciata a Baku".
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