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5 marzo, 2026Articoli correlati
In un'intervista al Corriere della Sera, la vice di Pedro Sánchez ha difeso la linea dell'esecutivo dopo le pressioni di Washington. Intanto, però, a Roma Tajani ha sottolineato il rispetto degli accordi bilaterali con Washington e la cooperazione militare con gli Stati Uniti
Mentre Madrid rivendica la propria sovranità sulle basi militari e il rifiuto di partecipare ad azioni considerate “violazioni del diritto internazionale”, l’Italia conferma invece la volontà di rispettare la cooperazione militare con gli Stati Uniti. In un’intervista al Corriere della Sera, la vicepremier del governo spagnolo Yolanda Díaz ha difeso la linea dell’esecutivo di Pedro Sánchez, dopo le pressioni di Washington sulla guerra con l’Iran: “Le politiche sostenute da Trump danneggiano i cittadini americani e violano il diritto internazionale”, ha detto, sostenendo che Madrid stia difendendo “il diritto internazionale in Iran, Venezuela, Ucraina, Palestina e ovunque”. E che la capitale spagnola si trovi “dalla parte giusta della Storia”.
La Spagna sembra però essere l’unico dei Paesi europei ad aver mosso il dibattito in direzione contraria. In Italia, nelle comunicazioni alle Camere sulla crisi in Medio Oriente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che Roma “non è e non sarà in guerra con nessuno”, ma ha anche sottolineato il rispetto degli accordi bilaterali con Washington e la cooperazione militare con gli Stati Uniti.
Il governo italiano, insieme alla maggioranza parlamentare, ha quindi indicato la disponibilità a consentire l’uso delle installazioni militari statunitensi presenti sul territorio nazionale, per attività di “supporto tecnico-logistico”. Le opposizioni chiedono invece di escludere qualsiasi supporto a operazioni militari contro l’Iran ritenute contrarie al diritto internazionale. Madrid, nel frattempo, resta sulla sponda opposta di questa guerra.
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