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6 marzo, 2026Nel diritto internazionale umanitario, colpire deliberatamente una scuola, un ospedale o altre infrastrutture civili potrebbe configurare un crimine di guerra. Se venisse confermata una responsabilità americana, l’attacco rappresenterebbe uno degli episodi con il più alto numero di vittime civili nei decenni di conflitti che hanno coinvolto gli Stati Uniti in Medio Oriente
Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che siano state forze americane a colpire la scuola femminile di Minab, in Iran, sabato 28 febbraio, causando la morte di almeno 150 persone, di cui in maggioranza studentesse. Tuttavia, l’indagine non è ancora conclusa e non si è ancora giunti a una determinazione definitiva delle responsabilità. Lo hanno riferito a Reuters due funzionari statunitensi a conoscenza delle verifiche interne.
Il raid ha colpito una scuola elementare femminile a Minab, nel sud del Paese, nel primo giorno degli attacchi congiunti condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Le autorità iraniane parlano di un bilancio molto pesante: l’ambasciatore alle Nazioni Unite, Ali Bahreini, ha dichiarato che 150 studentesse sono state uccise, anche se Reuters non è riuscita a verificare in modo indipendente il numero delle vittime. Secondo il Guardian potrebbero essere 168.
L’inchiesta militare americana è ancora nelle fasi preliminari: non è chiaro quale tipo di munizione sia stata utilizzata, chi abbia materialmente effettuato il lancio né per quale motivo la struttura scolastica possa essere stata colpita. I funzionari statunitensi, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno sottolineato che nuove prove potrebbero emergere e scagionare gli Stati Uniti, indicando eventualmente un’altra parte responsabile dell’attacco.
Le reazioni da Washington
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha confermato mercoledì 4 marzo che il Pentagono starebbe indagando sull’accaduto. Durante un briefing con la stampa ha dichiarato: “Stiamo indagando. Ovviamente non prendiamo mai di mira obiettivi civili, ma stiamo esaminando l’episodio”. Il portavoce del Comando Centrale delle forze armate statunitensi, il capitano Timothy Hawkins, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato che sarebbe “inappropriato commentare” mentre l’indagine è ancora in corso.
Anche la Casa Bianca non è entrata nel merito dell’inchiesta. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che il “regime iraniano prende di mira civili e bambini, non gli Stati Uniti d’America”, ribadendo indirettamente la posizione di Washington. Il segretario di Stato Marco Rubio, intervenendo lunedì sulla vicenda, ha aggiunto che gli Stati Uniti non colpirebbero deliberatamente una scuola e che qualsiasi eventuale responsabilità verrebbe esaminata dal dipartimento della Difesa.
Secondo un alto funzionario israeliano e una fonte coinvolta nella pianificazione delle operazioni, Usa e Israele avevano suddiviso gli attacchi in Iran sia geograficamente sia per tipologia di obiettivi. Israele avrebbe concentrato le operazioni sui siti di lancio di missili nell’ovest del Paese, mentre gli Stati Uniti avrebbero colpito obiettivi simili e strutture navali nel sud, l’area in cui si trova Minab.
L'allarme dell'Onu
L’episodio ha suscitato agitazione anche a livello internazionale. È stato l’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a chiedere l’apertura di un’indagine. La portavoce Ravina Shamdasani ha dichiarato infatti a Ginevra che “l’onere dell’indagine ricade sulle forze che hanno perpetrato l’attacco”. L’Alto Commissario per i diritti umani Volker Türk ha affermato di essere “profondamente scioccato” dall’impatto delle operazioni militari sui civili e sulle infrastrutture civili, chiedendo un’inchiesta “tempestiva, imparziale e approfondita” sulle circostanze del bombardamento.
Secondo i media e le autorità locali iraniane, il raid sarebbe stato il più mortale dall’inizio degli attacchi, con un numero di vittime che potrebbe arrivare a 175 vittime, molte delle quali bambine tra i 7 e i 12 anni.
Nel diritto internazionale umanitario, colpire deliberatamente una scuola, un ospedale o altre infrastrutture civili potrebbe configurare un crimine di guerra. Se venisse confermata una responsabilità americana, l’attacco rappresenterebbe uno degli episodi con il più alto numero di vittime civili nei decenni di conflitti che hanno coinvolto gli Stati Uniti in Medio Oriente.
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